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“L’ape” da 1 miliardo di dollari. – la storia di Whitney Wolfe Herd, fondatrice di Bumble

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La storia di Whitney Wolfe Herd, fondatrice di Bumble, l’app di appuntamenti che fa tremare Tinder.

“Signore, a voi la prima mossa!”  è con questo motto che nel 2014,  Whitney Wolfe Herd, oggi 30enne, crea Bumble, la prima app di appuntamenti dove appunto sono le donne a fare il primo passo.

Un’idea che ha convinto più di 55 milioni di utenti e che ha valso a Whitney la copertina di Forbes dedicata ai giovani innovatori, mentre il Time l’ha inserita tra le 100 persone più influenti del 2019. “ Una sorpresa”, ha dichiarato lei, ma chi la conosce bene assicura che imprenditrice, lo è sempre stata fin da bambina. “ Fin da piccola mi piaceva avviare piccole attività commerciali…il segreto per riuscire? Fare sempre ciò che ti appassiona!”.

E di passione lei ce ne ha messa tanta! 

A 19 anni vendeva borse di bambù per aiutare le zone colpite dallo sversamento di petrolio successivo all’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. A 23, è co-fondatrice di Tinder, azienda che decide di abbandonare dopo soli due anni vincendo una causa da più di un milione di dollari per abusi, minacce e discriminazione sessuale subiti sul posto di lavoro a seguito della fine della sua relazione con un collega e co-founder. 

Dopo la causa intentata verso la sua ex azienda, Whitney riceve ripetute minacce di morte e di stupro sui social che la costringono a rinchiudersi in casa a causa di forti attacchi di panico che ne conseguono.  

“Purtroppo viviamo ancora in un mondo dominato da uomini dove persiste un’ineguaglianza salariale tra maschi e femmine. Sul posto di lavoro dobbiamo subire avance non gradite e commenti inopportuni eppure consideriamo normale lasciarci scivolare tutto addosso”. 

Da qui nasce la sua idea di rivalsa: creare Bumble! Non solo un’app  ma un vero e proprio manifesto femminista, dove le donne costituiscono l’ 85% della forza lavoro e sono loro ad avere il potere nella mani.

In tre anni la start up è diventata una multinazionale che ha conquistato credibilità puntando su due parole chiave.” Positività e rispetto”. Oggi l’applicazione è scaricabile in 150 paesi e l’iscrizione avviene tramite Fb o numero di telefono.

Una volta registrati, si ha l’opportunità di scegliere se cercare connessioni professionali, un’amicizia o l’amore e creare profili ad hoc. 

“Abbiamo tolleranza zero”, ha dichiarato Wolfe Head, “Per i comportamenti irriguardosi, ad esempio le immagini esplicite non richieste e bandiamo persino le foto allo specchio a petto nudo, perché abbiamo capito che non sono apprezzate dalle nostre utenti”. 

Un rigore che ha ritagliato a Bumble una nicchia importante nel miliardario mercato del daiting in cui anche Zucherberg vorrebbe entrare forse proprio dalla porta di Bumble. Un’alleanza che renderebbe agguerrita la concorrenza con Match Group, Società guarda caso proprietaria di Tinder!

Ed è così che la storia dell’ape operosa è una rivincita femminile nel mondo dell’imprenditoria, nata come racconta lei, assumendo tre ragazze quasi senza esperienza pagandole pochissimo e facendo pubblicità scrivendo con i gessi sui marciapiedi del campus dove studiava e travestendo il suo labrador da ape, il simbolo di Bumble!

“Volevamo creare qualcosa di unico, in grado di cambiare il paradigma degli appuntamenti e mostrare che le attuali dinamiche di genere sono antiquate e francamente inappropriate”.  

L’intento è più che riuscito visto che Bumble si sta preparando ad una quotazione sul mercato per il  2021 con una valutazione tra i 6 e gli 8 miliardi di dollari!  L’ape operosa è diventata l’ape regina! 

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