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Vite Storie di vino e di donne è un progetto di comunicazione ed empowerment femminile che racconta le storie e i vini delle produttrici vitivinicole italiane creando occasioni di incontro tra le donne che amano il vino e quelle che lo producono.

Divenuta associazione nel 2022, oggi mette in comunicazione più di 1500 donne sul web, in cantina e negli eventi. Le storie e i vini delle produttrici vitivinicole italiane vengono raccontati sul sito attraverso cofanetti degustazione che contengono, oltre a vini selezionati personalmente dalla donna che li ha prodotti, anche un video racconto e una video degustazione guidata. 

Il GRLSClub

Il GRLSClub è la nostra community privata di donne e persone non binarie.
All’interno del Club ci sono professionistǝ di ogni settore: dalla Moda alla Comunicazione, passando per Big Tech, Scienze e Meccanica.

Queste interviste sono state pensate per raccontare nuovi ruoli, esperienze e progetti delle partecipanti della nostra community.

Ciao Vera, presentati per chi non ti conosce: chi sei, dove abiti e di cosa ti occupi?

Ciao, mi chiamo Vera Prada, abito a Como, e sono una persona curiosa, amante delle belle storie, del buon cibo, del vino sano, della musica in shuffle e dei viaggi indimenticabili.

Sono giornalista e brand storyteller, lavoro per Hearst Digital come Head of Project Management e Digital Content Editor e sono responsabile di un team di sei fantastiche professioniste. Per me il vino è il pretesto migliore per conoscere persone, territori e vivere belle esperienze. Da pochissimo ho intrapreso il percorso per diventare sommelier.

Com’è nato il progetto “Vite Storie di Vino e di Donne”?

Il progetto nasce alla fine dell’estate 2020 in collaborazione con la mia amica Agnes Antal, professionista del marketing digitale. Nasce dal nostro impegno per l’empowerment femminile e dalla passione per il vino che ha sempre contraddistinto la nostra amicizia. 

Nasce durante la pandemia in un momento di difficoltà professionale che stavamo vivendo; un’esperienza di fatica che (lo dicono i dati) hanno vissuto moltissime donne in quel periodo.  Abbiamo voluto donare a tutte le donne, e non solo, la possibilità di conoscere le imprenditrici vitivinicole italiane – che chiamiamo orgogliosamente artigiane dell’uva – e di entrare in contatto con le loro bellissime storie, di resilienza, coraggio e sogni da realizzare.

Raccontando queste storie, accompagnando chi ci segue verso una maggiore consapevolezza di se e della propria storia oltre che alla riscoperta di prodotti italiani artigianali, unici nel loro genere, fatti con amore, competenza e vocazione. 

Allo stesso tempo diamo voce alle storie delle artigiane dell’uva e alle cantine al femminile che stanno portando innovazione nel mondo vitivinicolo ed enoturistico italiano.

Quali servizi offre Vite?

Oggi Vite è l’associazione che si impegna a far conoscere le storie delle artigiane dell’uva e a promuovere i loro vini attraverso i cofanetti degustazione, le visite in cantina ed eventi nei diversi territori, sulle tematiche dell’imprenditoria femminile, dell’empowerment per le giovani donne, della leadership e della crescita personale e professionale. 

Con i cofanetti degustazione abbiamo voluto ricreare e rendere disponibile l’occasione di incontro tra due donne: colei che ama il vino e l’imprenditrice, l’artigiana, che fa il vino.
I cofanetti degustazione proposti su Vite contengono dunque un vino, scelto dalla produttrice stessa perché rappresentativo della sua arte e della sua storia; la storia della produttrice, raccontata in video da lei stessa; e una video degustazione guidata che dà vita all’incontro speciale tra una donna che ama il vino e la donna che lo ha prodotto. 

Nella pagina Artigiane dell’Uva del nostro sito potete trovare tutte le artigiane dell’uva. Visitando la pagina a loro dedicata è possibile scoprire i cofanetti degustazione con i loro vini e ordinarli direttamente presso di loro.

Il vino è un settore molto importante in Italia, ma qual è la percentuale di donne che ne fanno parte?

Abbiamo dedicato a questo tema uno dei nostri ultimi post su Instagram, che ha dato vita a un bel dibattito nella nostra community.

Secondo gli ultimi dati Cribis- Crif, in Italia quasi il 30% delle cantine con vigneto annesso sono dirette da donne, così come il 12% delle cantine industriali, e il 28% della sommellerie italiana è costituito da donne.

Con Vite date visibilità e valore alle artigiane dell’uva nel nostro paese: ci volete consigliare alcuni dei vostri vini preferiti e alcune delle protagoniste che fanno parte della vostra community?

Non possiamo ovviamente avere delle preferite, perché ciascuna artigiana dell’uva fa parte di Vite con la sua storia, i suoi vini e le sue uniche peculiarità

Possiamo però citarne alcune:

Alice Castellani di Cascina Giambolino, che ha cambiato vita lasciando il suo lavoro di architetto per diventare artigiana dell’uva per amore: quello per il suo territorio, i Colli Tortonesi, e per suo marito, Lele, che avendo ereditato l’azienda vitivinicola dalla madre ha voluto mantenere la guida femminile.

Mariapaola Dicato, dell’Azienda Vinicola Dicato, che nell’Abruzzo più povero porta avanti da sola l’attività di famiglia producendo vini naturali riconosciuti anche a livello internazionale, promuovendo i diritti civili, attraverso le sue bottiglie. 

Francesca Seralvo di Tenuta Mazzolino, impegnatissima nel suo impegno di promozione del territorio dell’Oltrepo Pavese e del suo vino più iconico: il Pinot Nero, i cui vini sono espressione delle sue radici e delle sue ambizioni. Prima fra tutte quella di realizzare il sogno del nonno e della madre, di creare un piccolo angolo di eccellenza in uno dei territori vitivinicoli più importanti d’Italia. 

Julia Prestia della Tenuta Venturini Baldini, che ha lasciato il suo lavoro nella city londinese per dedicarsi al suo amore, conosciuto durante l’infanzia, per la natura e la terra.
Oggi produce i vini tipici dell’
appennino emiliano in un contesto votato all’enoturismo e all’accoglienza.

E tante altre ancora

La condivisione è una parola chiave per il nostro progetto: la condivisione di un buon bicchiere, delle storie bellissime e la volontà di fare qualcosa di concreto per le donne del vino. – Agnes Antal

Che consiglio dareste ad una persona che vorrebbe lavorare in questo settore?

Non siamo viticultrici però consigliamo questo: per approcciarsi a questo mondo serve la passione per il vino. Noi siamo partite con la degustazione, senza essere esperte del settore per avvicinarsi al vino. 

Sicuramente serve la curiosità di conoscere nuove persone e nuove storie.

Che programmi avete per i prossimi mesi?

Il nostro obiettivo per il 2023 è consolidare le basi del nostro progetto: migliorando la relazione con tutte le artigiane dell’uva che già ne fanno parte e accogliendone delle nuove; portando le persone della nostra community nelle loro cantine con noi e continuando a creare occasioni di incontro mettendoci in rete con altre realtà e associazioni attive nel mondo del vino e dell’empowerment femminile. 

Per restare aggiornate sui nostri eventi c’è Cin Cin, la nostra Newsletter.

Ultimissima domanda: che cos’è per voi il GRLSClub?

Un’altro bel pretesto per conoscere persone, territori e vivere belle esperienze.

Come il vino 😉

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