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Come affrontare l’ansia sul lavoro

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Per circa ⅓ della nostra giornata dormiamo, per ⅓ lavoriamo e per il restante tempo mangiamo, socializziamo, facciamo sport, ci prendiamo cura di altre persone e tutto il resto.

Quindi il lavoro non solo occupa una gran parte della nostra vita e del nostro tempo da sveglǝ, ma è anche la nostra fonte di sostentamento, il che vuol dire che richiede un impegno e una costanza rigidi e non negoziabili

Negli ultimi anni il mondo del lavoro è cambiato ed è diventato sempre più frenetico, pressante e stressogeno: in parte perché, mediamente, le richieste sono tante e le risorse poche e l’ambiente-lavoro richiede costante adattamento. 

La conseguenza immediata è la necessità di dotarci di adeguate strategie di coping, cioè di un insieme di strategie cognitive e comportamentali utili per la risoluzione dei problemi.

Quando la richiesta dell’ambiente esterno è eccessiva, le strategie di coping non bastano più. Se a questo si associa anche una scarsa conoscenza di sé, dei propri limiti e una scarsa propensione ad auto-proteggersi il gioco è fatto e l’ansia è servita!

L’ansia è l’emozione che proviamo di fronte a una sensazione di minaccia, reale o percepita

È utile per noi esseri umani, entro certi limiti, perché ci permette di attivare uno stato di allerta in risposta a un evento e di recuperare le risorse per fronteggiare il problema

L’ansia quindi serve e prepara fisicamente e psicologicamente: la prestazione migliora, le probabilità di successo aumentano, e, una volta risolto l’evento critico, l’ansia fisiologicamente cala. Il problema si pone quando diventa eccessiva, nell’intensità e nella frequenza con cui si manifesta. 

L’ansia negativa è quindi il senso di apprensione che proviamo nel prevedere un certo evento come pericoloso e spiacevole. É una risposta generica di timore che si attiva in presenza di qualcosa che non è immediatamente identificabile. L’ansia si scatena non tanto in relazione all’evento, ma in relazione a come la persona valuta soggettivamente quell’evento.

Come si manifesta?

I sintomi tipici dell’ansia sono molteplici e si suddividono in manifestazioni fisiche, psichiche e comportamentali.

I segnali fisici e fisiologici dell’ansia sono: tensione, tremore, brividi o sudore, palpitazione, aumento della frequenza cardiaca, vertigini, nausea, formicolio alle estremità (mani e piedi) e intorno alla bocca, sensazione di nodo alla gola o oppressione al petto, sensazione di gambe o braccia molli, sensazione di mancanza di respiro.

Ovviamente questi sintomi, se presi singolarmente, sono aspecifici e riscontrabili in un’ampia serie di disturbi, quindi è sempre consigliabile escludere con il/la curante un eventuale disturbo organico.

A livello cognitivo, invece, le sensazioni possono essere quelle di vuoto mentale, annebbiamento, confusione, disagio all’idea che le persone notino il proprio stato di ansia. Inoltre si può provare un senso crescente di allarme e pericolo, paura di impazzire, e possono presentarsi in maniera automatica pensieri, immagini o ricordi spiacevoli e negativi. 

Le risposte comportamentali saranno correlate ai pensieri che generati rispetto alla situazione: per esempio, se senti il battito accelerato e temi un infarto, controlli il ritmo cardiaco, focalizzando ancora di più l’attenzione (disfunzionale) sul respiro, inasprendo l’iperventilazione e aggravando la sintomatologia.

Da che cosa può essere causata questa ansia?

L’ansia può avere molteplici cause. La maggior parte delle persone diventa ansiosa quando si sente minacciata dalla perdita di affetti, posto di lavoro, benessere economico e sicurezza. E, se facciamo una panoramica mondiale degli ultimi tre anni, ci rendiamo conto del perché i disturbi d’ansia siano esponenzialmente aumentati.

L’ansia può essere causata anche da stress ambientali e da contesti sociali tossici, cioè dannosi in maniera lenta e progressiva. 

L’ansia può essere anche il risultato di un conflitto psichico. Questo si vede bene nelle fobie quando l’ansia si collega alla paura di qualcosa (eccessiva rispetto allo stimolo) e quella paura maschera una preoccupazione più profonda e meno accettabile dal pensiero cosciente. In questo caso l’ansia è una sorta di protezione contro il dolore mentale.

L’ansia infine può essere provocata anche da una patologia fisica o dall’uso di sostanze psicoattive.

Cosa fare quando si prova ansia:

Per fronteggiare l’ansia e migliorare il proprio benessere mentale si possono sperimentare più strategie: tecniche di rilassamento, tecniche di ristrutturazione cognitiva, auto-esplorazione, psicoterapia.

La ristrutturazione cognitiva prevede di identificare errori cognitivi, pensieri, credenze, assunzioni erronee e/o irrazionali e sottoporle ad un riesame critico per correggere le conclusioni illogiche e far emergere interpretazioni più realistiche.

L’auto-esplorazione è basata sull’introspezione ed è una capacità che si può allenare con gli strumenti giusti. L’introspezione è il processo di analisi e riflessione sui propri pensieri, sentimenti e comportamenti. Permette di comprendersi e disattivare il pilota automatico, utilizzando la consapevolezza come base per proteggersi e affermarsi.

La psicoterapia, possibilmente affiancata dalle tecniche appena esposte, resta lo strumento di elezione quando l’ansia assume le caratteristiche di un disagio conclamato che limita e danneggia concretamente la vita di tutti i giorni.

Vediamo una piccola tecnica di rilassamento basata sulla respirazione diaframmatica: scegli un posto confortevole, in cui ti senti particolarmente a tuo agio (può essere il letto o la tua poltrona preferita).

  • Chiudi gli occhi. Posiziona una mano sul petto e l’altra sulla pancia. Ogni parte del corpo deve avere un sostegno, per favorire il rilassamento.
  • Adesso segui il tuo respiro, rendilo sempre più calmo e profondo. 
  • Inspira dal naso, trattieni per qualche secondo l’aria ed espira con la bocca. 
  • Durante l’inspirazione la pancia deve gonfiarsi, e quando espiri, l’addome deve abbassarsi gradualmente. Controlla questo movimento usando i muscoli addominali. 
  • Ripeti la sequenza mantenendo la tua concentrazione sul respiro portandolo sotto controllo volontario; così facendo indurrai un rallentamento del battito cardiaco e ingannerai la mente che, sentendo il cuore rallentare, crederà di essere al sicuro.

Sblam è una piattaforma dedicata al benessere mentale, disponibile in italiano e in inglese. Sblam è una startup creata da Francesca Lesmo, psicologa professionista , CEO & Founder di Studio Lesmo Psicologia.

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