fbpx

Abbiamo intervistato Tea Hacic-Vlahovic

Reading Time: 6 minutes

La discussione è il suo secondo nome: Tea Hacic-Vlahovic tende ad allungare ogni confine possibile. La sua personalità brilla come la città di Milano: quella che tutti odiano ma invidiano allo stesso tempo. Con il suo atteggiamento da “ubriaca, ma non mi frega”  Tea è la perfetta rappresentazione della liberazione femminile della nostra generazione. Si è da poco trasferita da Milano a Los Angeles, dove vive e lavora come scrittrice ed attivista, e dove riesce a connettersi con migliaia dei suoi followers che chiama “Troie Radicali”.

Il suo primo libro: “L’Anima della Festa” è da poco stato pubblicato in italiano, dove Tea racconta la sua storia come giovane donna nel panorama brutale della Milano degli anni 2000. Moda, vita notturna, droghe e atteggiamenti autolesionistici: la vera anima di Tea. 

Abbiamo deciso di andare un po’ a fondo nel suo mondo e le abbiamo fatto qualche domanda.

 

Ciao Tea! Come ti presenteresti a chi non ti conosce e non sa di cosa ti occupi?

Ciao Troie! Sono Tea, e sono del sagittario. Sono nata in Croazia ma sono cresciuta in America, e sono diventata me stessa in Italia. Mi sono trasferita a Milano per studiare moda e ci sono rimasta per qualche anno, facendo di tutto purché moda. Ho fatto la colonnista per Vice e Wired Italy, ho lavorato come giornalista per diverse testate, creato diverse serie online e fondato STAI ZITTA magazine. Adesso mi occupo di scrittura e passo troppo tempo su Instagram.

Sono cresciuta in North Carolina. Un paese noto per il basket, il pollo fritto e i laboratori di metanfetamine. Però ho vissuto vicino a una fiorente punk rock scene, a Chapel Hill. Avevamo il CAT’S CRADLE, un locale molto bello dove anche Iggy Pop ha suonato. Ho visto i Yeah Yeah Yeah dal vivo prima che diventassero i Yeah Yeah Yeah! Quindi sì, questo è stato sicuramente il primo assaggio di quanto possa essere importante un locale, una scena e una comunità.

Lo “sfondo” è sempre la base di ogni storia, ma qual è la tua missione?

Il divertimento. Vivo per il divertimento. E la ribellione.

 

Quali sono state le tue sfide più difficili?

 Dover andare a delle feste e non aver NIENTE da mettere.

 

Come ti sei ritrovata a fare la scrittrice / influencer / attivista?

Sono diventata una scrittrice per sbaglio. Lavoravo nella moda e studiavo moda e odiavo tutto il mondo della moda,  perciò  ho sentito il bisogno di scaricare la mia rabbia in qualche modo. Così ho iniziato a tenere un blog. Il blogging mi ha permesso di scrivere per altri magazine, che poi mi ha permesso di scrivere un libro! Non mi definisco un influencer – un influencer è qualcuno che fa poco, che non ha una vera carriera o talento. Solo semplicemente persone che sono “hot” o popolari e che condividono cosa indossano e che lassativi usano. Io ho un grande following per tutto il lavoro che faccio offline, fuori da Instagram. Sono un attivista da tutta la mia vita. Come ho già detto, vivo per la ribellione.  

 

Quindi ti consideri politica?

Certo! Prima, il mio attivismo era privato, apparteneva alla mia vita privata, sociale ecc. Adesso ho il mio movimento Troie Radicali e il mio piano è di arrivare in parlamento, come ha fatto Cicciolina.

 

Che cos’è Troie Radicali? 

Troie Radicali è un movimento politico, è un modo di vivere, è un fashion statement, è l’esistenza mondana di essere una persona** che dice “chissenefrega del sistema, chissenefrega di tutti, preparami un drink, e facciamo festa”.

**gay/queer/non-binary/trans/glamorous/persona che si definisce femminile

Il tuo femminismo viene considerato politicamente scorretto da molti, da altri provocatoriamente liberatorio. Dove sta la linea sottile tra essere uno sciocco e un genio – dove ti classifichi?

Io mi sento entrambi! Cammino sempre su una linea molto sottile, in scarpe scomode. Penso che “Politicamente corretto” sia un concetto molto bizzarro. Non è mai mia intenzione offendere le persone emarginate – è proprio per loro che combatto. Però nel mentre, sono sempre libera e sfacciata nel raccontare le mie esperienze personali e le mie speranze per il futuro dell’umanità. Non ho paura di essere “cancellata”. So esattamente che quello in cui credo è la causa giusta e che se uso un linguaggio che offende qualcuno, queste persone possono andare a c*****!

 

Parlaci della tua vita privata, com’è e cosa vuol dire lavorare per te? Come separi e proteggi le due cose?

Stefano (mio marito) e Winkle (il mio cane) sono la mia vita privata. La mia vita privata è molto bella. Mi ritengo molto fortunata di essere amata da loro. Il resto è lavoro. Non separo nulla di quello che faccio, me stessa, dal mio lavoro, perché il mio lavoro è arte e l’arte è la mia vita. Penso che lo scopo dell’essere una scrittrice o un’artista stia proprio nel cercare di descrivere quella che potrebbe essere la vita “normale”… anche se molto spesso siamo i primi a rifiutare di vivere una vita “normale”.  

(A dire il vero Stefano è l’unica persona di cui non riesco a scrivere).

Parlaci della tua vita privata, com’è e cosa vuol dire lavorare per te? Come separi e proteggi le due cose?

Stefano (mio marito) e Winkle (il mio cane) sono la mia vita privata. La mia vita privata è molto bella. Mi ritengo molto fortunata di essere amata da loro. Il resto è lavoro. Non separo nulla di quello che faccio, me stessa, dal mio lavoro, perché il mio lavoro è arte e l’arte è la mia vita. Penso che lo scopo dell’essere una scrittrice o un’artista stia proprio nel cercare di descrivere quella che potrebbe essere la vita “normale”… anche se molto spesso siamo i primi a rifiutare di vivere una vita “normale”.  

(A dire il vero Stefano è l’unica persona di cui non riesco a scrivere).

 

Nel tuo libro“L’anima della festa”,  quanto è direttamente ispirato alla tua vita vera e quanto è finzione?

Ho scritto il libro due anni fa, in soli quattro mesi. Sono io, niente è finzione, a parte il pezzo dove i piccioni parlano (anche se per me è come se  fosse successo davvero). Ho deciso di scrivere un romanzo invece di una memoria perché sono una scrittrice vera e propria, e i veri scrittori scrivono romanzi. Le memorie lasciamole ai socialites

 

Com’è stato il periodo in cui hai scritto il libro? 

The time of my life! Mi fissavo obiettivi settimanali e scrivevo dall’alba al tramonto per raggiungere le scadenze che mi ero autoinflitta. Non capisco gli scrittori che si lamentano di scrivere. Se odi così tanto scrivere, perché lo fai?! Scrivere è l’unica cosa che ho sempre voluto fare. Quando sono in vacanza mi manca scrivere. Sogno di scrivere quando dormo. Penso alla scrittura quando non sto scrivendo. L’unica cosa che trovo difficile è il non sapere se ciò che sto scrivendo è buono o terribile. Potrebbe essere entrambe le cose. Quando stavo scrivendo “L’anima della Festa” ero convinta facesse schifo, che non sarebbe mai stato pubblicato e che nessuno l’avrebbe letto. Ma ho continuato a scrivere, perché non avevo scelta.

 

Com’è la tua vita a Los Angeles con tuo marito, con il tuo cane e con tutta la razza?

Ogni giorno mi sveglio e trovo il musetto di Winkle sul mio cuscino. Le do un bacio sul naso. Qualche giorno, il suo naso è asciutto e caldo, altri giorni, è freddo e bagnato. Quando il suo naso è freddo, la porto fuori per una camminata in spiaggia (abitiamo a Venice). Lei corre nella sabbia. Quando il suo naso è caldo, la porta al parco. Poi mi faccio un caffè e inizio a lavorare. Mio marito a quel punto sta indossando un completo iconico. Mi lascia per andare a lavorare a Beverly Hills. Lui ha un ufficio lì. La sua vita è molto glam e misteriosa ai miei occhi. Quando torna a casa, mi trova seduta nella stessa sedia, curva sul mio computer, esattamente come mi ha lasciato al mattino. A quel punto il caffè è finito, io chiudo il computer e inizia il divertimento!

 

Perché hai deciso di tornare negli Stati Uniti?

Diverse ragioni…Milano ha iniziato a starmi molto stretta. La conoscevo troppo bene. Non la trovavo più stimolante. Non mi piaceva sentirmi così! Non riuscivo più a scrivere il mio libro là. Ero troppo distratta dalle feste, dagli aperitivi, dai piccioni. sentivo il bisogno di una nuova Era. Ho trovato lavoro come insegnante a Los Angeles e ho deciso, per capriccio, di trasferirmi qui. D’improvviso, tutto il mio lavoro – anche il lavoro per gli italiani  è rifiorito. Penso che gli italiani mi apprezzino di più ora che me ne sono andata. Però tornerò presto. L’Italia è più glamorous anche se l’America è più comoda.

 

Come sarà il tuo futuro?

Il mio prossimo libro uscirà tra un anno, e anche una serie tv basata sul mio primo libro. E poi sono molto seria sull’entrare in parlamento. Sogno anche di incontrare Lady Gaga.

 

Se potessi dare un consiglio, o un pensiero, per concludere questa chiacchierata, per chi legge questo Mag – quale sarebbe?

Ne ho tre:

  • Non fidarti mai di fotografi uomini etero;
  • Essere cool è molto più importante dell’essere carine;
  • Quando non sai cosa fare di te stessa, segui un piccione!

Trovate Tea su Instagram e il suo Podcast “Troie Radicali” su Spotify e Apple e il libro “L’Anima della Festa”.

Iscriviti alla GRLS.app per fare networking e trovare opportunità di valore per la tua crescita professionale. All’interno troverai eventi, risorse e contatti esclusivi per accelerare il tuo business e la tua carriera.

PS: è gratuita e puoi accedere da qualsiasi browser e dispositivo.

Share

More Posts