Come vi sentite quando parlate di ciclo mestruale?
Per molte persone il ciclo non rappresenta più una vergogna, ma se è vero che in occidente rimane un tabù difficile da sradicare dalle menti, in India rappresenta per la maggior parte della popolazione uno stigma avvolto da mistero.
Il ciclo del progresso (Period. The end of a sentence) è un mini documentario targato Netflix reso possibile grazie a The pad Project e racconta la realtà indiana attraverso gli occhi di sette donne.
Il titolo in inglese Period. The end of a sentence, è un gioco di parole.
Period è un parola interessante, ha una moltitudine di significati: il periodo di ciclo mestruale, il punto grammaticale, può essere tradotto come una frase, un periodo, ma anche come una sentenza di condanna.
Questo ci porta a riflettere, a domandarci come mai per migliaia di anni siamo state condannate e come mai in certe culture, come quella ebraica o induista, la donna con il “period”è una donna sporca e dannata.
In occidente il progresso, la medicina e l’istruzione stanno abbattendo alcuni degli stereotipi legati al ciclo, ma in paesi dove non ci sono pari opportunità, l’ignoranza può diventare un’arma letale.
Il ciclo del progresso, vincitore degli Academy Award nel 2019, ci porta a conoscere sette donne che dopo aver imparato a utilizzare i macchinari forniti da The Pad Project, hanno creato una piccola azienda di produzione di assorbenti sotto il marchio Fly: Fly come libertà, volare, Fly come libertà di essere donne.
In India, secondo l’inventore della macchina per assorbenti Arunachalam Muruganantham, solo il 10% delle donne utilizza prodotti sanitari come gli assorbenti.
La regista Rayka Zehtabchi ci accompagna nel villaggio di Kathikhera, ai margini di Delhi, dove vivono le nostre imprenditrici. Lavorano sei giorni alla settimana, producendo circa 3600 assorbenti che poi vendono in paese, porta a porta, in ogni casa. L’azienda consiste in una piccola stanzetta situata ai margini del villaggio, dove in silenzio nasce la rivoluzione verso il progresso.
Nel documentario, vengono intervistate delle donne che raccontano di non aver mai visto un assorbente nella loro vita, la cultura induista considera la donna con le mestruazioni infetta, e le donne sono così costrette a vivere nel terrore una settimana al mese per gran parte della loro vita. Appena sentono pronunciare le parole assorbente o ciclo mestruale vengono assalite dalla vergogna, nascondono la faccia tra le mani o scoppiano in risatine. Le testimoni raccontano di essere costrette a usare materiali di fortuna, spesso sporchi e pieni di germi, come i panni che sotterrano poi di nascosto, foglie o ceneri che possano arginare i loro flussi.
Alcuni uomini affermano di non avere idea di cosa sia il ciclo mestruale, altri sono convinti che si tratti di una malattia ambigua, ma c’è chi pensa addirittura che si tratti della campanella che suona alla fine delle lezioni, l’ignoranza e la disinformazione che vengono raccontate, raggiungono livelli sconvolgenti.
Grazie alla produzione di assorbenti, le sette imprenditrici hanno avuto per la prima volta la possibilità di avere un’entrata economica, di costruire una loro identità indipendente che le guiderà verso la strada dell’emancipazione.
La produttrice Melissa Burton alla cerimonia di premiazione ha affermato – un “period” (punto) dovrebbe terminare una frase, non l’istruzione di una ragazza – eppure milioni di ragazze in tutto il mondo sono costrette a lasciare gli studi a causa del ciclo. Andare a scuola con le mestruazioni, senza avere la possibilità di utilizzare prodotti sanitari, diventa impossibile. Le mestruazioni diventano così un ostacolo che influisce sulla la crescita personale delle donne, impedendogli un’istruzione e la possibilità di essere indipendenti dagli uomini. Questo gap culturale non riguarda solo l’India. Secondo uno studio dell’UNICEF è persistente in molti paesi in tutto il mondo, come in Sudafrica, in Kenya o il Ghana, dove le ragazze abbandonano puntualmente gli studi con l’arrivo della pubertà.
La “period poverty”, ovvero l’impossibilità economica di comprare prodotti sanitari, è presente anche in Europa, ragazze dell’Europa dell’est, come la Macedonia o l’Ucraina, dove le ragazze non vanno a scuola 5 giorni al mese, ogni mese.
Il ciclo del progresso ha aperto un dibattito in tutto il mondo, ha reso le donne maggiormente consapevoli, ha portato alla luce realtà nascoste e ha dato il via a una destigmatizzazione culturale grazie al lancio di una microeconomia, che con il tempo donerà alle donne la libertà di volare.



