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Cosa devi sapere se vuoi cambiare lavoro a trent’anni

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Uno dei momenti più difficili nella vita arriva nel momento in cui ti rendi conto che il lavoro che stai facendo, magari quello per cui hai investito tante energie, ti sei sacrificata e formata per anni, non è più quello che ti rende felice.
 
Iniziamo sfatando un mito: si può e si deve cambiare se sentiamo che la nostra professione non rispecchia più i nostri desideri e ambizioni. Se è vero che non siamo il nostro lavoro è anche chiaro che svegliarsi tutte le mattine per andare in ufficio che si detesta è quanto di più dannoso possiamo fare per noi stesse ed è una scelta che sul lungo termine finiamo per pagare.
Ritornare sul mercato del lavoro a venticinque anni può sembrare un’impresa titanica, basti pensare a quanto possano essere pesanti le aspettative di una società che vive nella paura, a volte non del tutto ingiustificata, che dopo un cambiamento che è percepito come drastico non ci siano più altre opportunità. Le statistiche sul mondo del lavoro, tuttavia, ci dicono che a venticinque anni gli italiani sono spesso ancora impegnati in esperienze di tirocinio, ed è per questo motivo che ormai il momento di crisi su una professione consolidata arriva dopo, intorno ai trent’anni.
 
Se anche tu fai parte della categoria di chi, pur essendo riuscita ad ottenere un buon contratto di lavoro, magari dopo anni di studio ed esperienze sottopagate, si sta chiedendo se quella che ha intrapreso sia veramente la strada giusta e non riesce nemmeno a concepire di riuscire ad affrontare il discorso con amici e parenti abbiamo una buona notizia: non sei sola.
 
Le statistiche ci dicono che l’impulso di cambiare carriera a 30 anni è estremamente comune: secondo uno studio del 2015 il 70% dei trentenni afferma di voler cambiare carriera. Il motivo più ricorrente è la mancanza di sicurezza finanziaria, segue la preoccupazione per la mancanza di opportunità di aggiornamento e crescita in quel settore. Due ottime ragioni, se consideriamo quanto possa essere frustrante vivere un’esistenza precaria, magari con la consapevolezza che quella situazione potrebbe durare per molti anni.

Ho deciso di cambiare, e ora?

 
Per cominciare, non fare terra bruciata intorno a te. Sfrutta le connessioni che hai costruito nel tuo precedente lavoro, e non solo: non avere timore di chiedere un consiglio ad amici e conoscenti del settore dei tuoi sogni, potrebbe stupirti di quanto un buon contatto possa fare la differenza.
 
Un discorso molto simile vale per le tue competenze. Amanda Augustine, career advice expert per TopResume, sostiene che “Quando stai cercando di raggiungere un obiettivo capire che esistono competenze che già ti appartengono ti può dare un grosso vantaggio, oltre ad aumentare la tua fiducia”. Ricerca su LinkedIn quali sono le skills che caratterizzano le persone che occupano una posizione simile a quella per cui vorresti candidarti, scoprirai che alcune di queste già le metti in pratica nella tua attuale professione. Cambiare lavoro a trent’anni può darti questo tipo di vantaggio e, per esempio nell’ambito delle soft skills, a volte si tratta solo di cambiare vocabolario.
 
Diverso è il discorso della formazione. Prenditi del tempo per capire quali sono i titoli richiesti per lavorare nell’ambito dei tuoi sogni: se sei avvocato e vuoi esercitare una professione per ci è prevista l’iscrizione ad un albo dovrai sicuramente riprendere in mano il tuo percorso accademico e mettere in conto di doverti rimettere a studiare. In altri casi è sufficiente frequentare dei corsi ad hoc, ma in ogni caso la formazione è importante. Cerca di capire “che lingua parla” il lavoro dei tuoi sogni e, dopo averlo fatto, non dimenticare di preparare per affrontare i costi economici necessari a mettere a punto le tue competenze.

Preparati a fare dei sacrifici

 
Nel suo famoso discorso ai laureati di Stanford Steve Jobs disse che “Allora non potevo saperlo, ma il mio licenziamento da Apple fu la cosa migliore che potesse capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall’opportunità di ripartire da zero, con molte meno sicurezze rispetto al passato. Fu una liberazione che mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita”.
 
Le parole del founder di Apple, per quanto motivazionali possano essere, non ti salveranno dalla paura più grande, quella di dover ricominciare da zero, che nella pratica può significare non solo candidarsi per una posizione junior, ma anche dover fare i conti conti con un periodo di ristrettezze economiche. Considera l’importanza di arrivare preparata al momento in cui negozierai le tue mansioni: una volta che l’offerta sarà sul tavolo dovrai avere una strategia chiara, magari proponendo una giornata di lavoro da casa per ridurre i costi sugli spostamenti.
 
Reinventarsi non è affatto facile, ma se hai avuto il coraggio di correggere la traiettoria della tua carriera allora vuol dire che ne valeva veramente la pena.
 
Tieni sempre gli occhi puntati sul premio, organizzati, ridimensiona le gratificazioni che ti concedi e ricorda: la vita è troppo bene per passarla a fare un lavoro che non ci piace.

 

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