Gigliola Staffilani: quando la matematica si tinge di rosa

Reading Time: 2 minutes

Ognuna di noi, immagino abbia una donna a cui ispirarsi, un personaggio il cui percorso professionale è un modello da seguire. 

Ecco, credo che la donna che oggi stia ispirando molte giovani appassionate di matematica e scienza, sia Gigliola Staffilani.

Non la conoscete? Per chi non lo sapesse,  Gigliola Staffiani, classe 66, abruzzese di nascita, qualche settimana fa è stata eletta membro dell’Accademia Nazionale Americana delle Scienze, uno dei più prestigiosi riconoscimenti che possano essere attribuiti ad uno scienziato in America e nel mondo!

Ma chi è Gigliola Staffiani? Conosciamola meglio.

Originaria di Martinsicuro in Abruzzo, a 10 anni perde il padre per un brutto male. Dopo questa grave perdita, la madre decide di non mandarla più a scuola ma grazie al  fratello, che convince la madre, Gigliola torna a scuola e si appassiona alla matematica. 

In un’intervista ha detto “per superare la morte di mio padre, mi sono buttata a capofitto nella matematica e nella risoluzione di problemi sempre più complessi”. 

Si laurea in matematica all’Università di Bologna nel 1989.
Dopo la laurea, spronata da un suo professore, decide di andare a Chicago con un visto da studente temporaneo. 

Dopo varie vicissitudini, grazie ad un assegno di $1500, riesce ad immatricolarsi. Successivamente studia all’Institute for Advanced Study, alla Stanford University e alla Princeton University.

Nel 1999 ottiene la cattedra a Stanford dove incontra il marito (anch’egli professore di matematica).

Nel 2006 diviene la seconda professoressa della storia ad ottenere una cattedra di matematica al MIT (Massachusetts Institute of Technology), nonché la prima italiana. Questo le consente di collaborare con grandi nomi del mondo delle scienze come Tao, Colliander, Keel e Takaoka. 

Nel corso della sua carriera, Gigliola ha ricevuto numerosi riconoscimenti importanti, ma tra tutti quelli ricevuti, ha dichiarato che essere stata eletta membro dell’American Academy of Arts and Sciences la fa sentire “parte di un organismo che fa la storia, dove c’è la possibilità di discutere nuove direzioni per l’insegnamento e tutto questo potrà un giorno influenzare molte persone” ha poi aggiunto “così facendo mi sembra di ridare indietro qualcosa che ho ricevuto”. 

Una donna straordinaria, grande studiosa che ancora una volta per affermarsi ha dovuto abbandonare l’Italia. 

A tale proposito Gigliola ha dichiarato che facendo un confronto tra Italia e Stati Uniti, è credenza comune che per le donne sia difficile riuscire in matematica e quindi assolutamente normale che esse incontrino difficoltà, ma la vera differenza tra Italia e America è di altro genere.  

In un’intervista ha affermato che in Italia ci sono molti matematici stimati, ma mancano i finanziamenti per condurre ricerche ed esperimenti mentre negli Stati Uniti invece ci sono molti finanziamenti, quindi si è più spronati a fare ricerche e ad ottenere risultati.

Il problema del gender gap nell’ambito matematico è una delle tante vittorie che Gigliola vorrebbe vincere e ha raccontato di aver iniziato ad organizzare incontri speciali, che si svolgono all’ora di pranzo, al MIT,  in cui donne, che lavorano nell’ambito industriale e accademico e che si occupano di matematica, vengono invitate per raccontare le proprie storie di successi e di difficoltà, sperando che dalle loro parole e dalle loro esperienze, una nuova di generazione di “Gigliolas” possa crescere e prendere sempre più piede. 


Chi è Cini Boeri

Reading Time: 3 minutes

e perché dovreste conoscerla

Sicuramente avrete sentito parlare di Cini Boeri: uno dei più grandi architetti degli ultimi decenni. Classe 1924, architetto, un grande estro creativo, ma soprattutto una tra le prime donne a laurearsi al Politecnico di Milano nel 1951, quando era già madre di Sandro. 

L’ascesa di una donna dal grande estro creativo

Dopo la laurea, Maria Cristina Mariani Dameno (vero nome di Cini Boeri), ha collaborato con Gio Ponti e Marco Zanuso, i quali, come lei stessa ha affermato più volte, sono stati fondamentali per la sua formazione. Nel 1963 decide di aprire il suo studio. Da quel momento il suo estro creativo non conosce più limiti, la sua produzione artistica è caratterizzata da un crescendo di opere che resteranno nella storia dell’architettura e del design

16 anni dopo vince il premio Compasso D’Oro per il divano Strips progettato per Arflex.

Tra le sue opere più conosciute, troviamo il Serpentone realizzato sempre per Arflex, un divano infinito, caratterizzato dalla possibilità di essere venduto a metro. Altro suo grande successo è stata la Poltrona Ghost: inizialmente, come lei stessa ha affermato, pensava fosse un’idea irrealizzabile, ma poichè è stata una donna che non si è mai fermata davanti all’impossibile, ha progettato e realizzato questa poltrona che ha poi avuto un successo straordinario. 

Nell’arco della sua carriera ha insegnato al Politecnico di Milano, ha tenuto lezioni e conferenze nelle più importanti università del mondo: al Collegio degli Architetti di Rio de Janeiro, a Barcellona, al Pacific Design Center di Los Angeles, al Nucleo del Deseno Industrial di San Paolo. 

Nel 2019 ha vinto un altro premio: l’Ambrogino D’oro per essere stata staffetta partigiana e aver contribuito alla resistenza italiana.

“Cini non soltanto ha partecipato attivamente alla Resistenza ma è stata tra quelle straordinarie donne che hanno contribuito alla ricostruzione e alla ripresa del nostro Paese e di Milano dopo le devastazioni e le tragedie provocate dal regime fascista. A Cini un affettuoso abbraccio da tutta l’Anpi.”

– Roberto Cenato, presidente milanese dell’Associazione nazionale partigiani.

È venuta a mancare il 9 settembre 2020, lasciando un vuoto nel mondo dell’architettura e dell’interior design. 

Strips Sofa, Artflex, 2021

I suoi progetti

Il suo primo progetto di architettura, insieme a Zanuso, è l’Asilo per madre nubili al Lorenteggio, mentre una delle sue opere più conosciute è la Casa Bunker, come venne definita all’epoca, a La Maddalena, dove ella era solita rifugiarsi per pensare, progettare e per fuggire dalle frenetica vita milanese: la casa poggia direttamente sulle scogliere del golfo dell’Abbatoggia. 

Cini, ha realizzato numerosi appartamenti, ville, case unifamiliari, negozi e uffici.

Alcune famose realizzazioni includono: 

  • La casa Rotonda
  • La villa su tre livelli 
  • La casa nel Bosco  
  • La casa detta La Sbandata
La casa Rotonda, La Maddalena

Ciò che caratterizza i suoi progetti è lo studio della natura: l’obiettivo di Cini è sempre stato quello di preservare il rapporto con l’ambiente che circonda le sue realizzazioni, in modo da non creare un distacco visivo ed estetico eccessivo, ma allo stesso tempo cerca di donare dinamicità e creatività ai suoi progetti. 

Inoltre Cini, donna dalle mille peculiarità, ha sempre cercato di comprendere a fondo le esigenze dei suoi clienti: i suoi principi cardine erano autonomia e libertà e ciò lo si può capire anche dalla Casa Bunker, dove ogni stanza ha un suo bagno privato. 

“Mi hanno sempre interessato le persone e i loro comportamenti. Sono una grande osservatrice, quando progetto mi piace entrare in sintonia con i committenti e comprendere le loro necessità e desideri per cercare di fornirgli la migliore soluzione possibile.” – Cini Boeri

Il messaggio che Cini ha voluto lasciare a noi donne è di provarci e riprovarci prendendo ad esempio le sue lotte per diventare una delle donne più famose in Italia e all’estero in un settore prevalentemente maschile.