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Perché gli analytics sono importanti per riconoscere i rischi aziendali

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Nei momenti di incertezza, quando c’è bisogno di capire come stanno andando davvero le cose e di rispondere il più velocemente possibile ai cambiamenti, per le aziende non c’è nulla di più importante che gli analytics. 

Ma scopriamo insieme il perché. 

Cosa sono gli analytics

Facciamo un passo indietro per le meno esperte in materia. 

Con Data Analytics si intende l’analisi computazionale sistematica di dati grezzi o statistiche. Questa pratica scientifica viene utilizzata per la scoperta, l’interpretazione e la comunicazione di schemi significativi (trend) nei dati. 

Si tratta di un processo che viene adottato dalle aziende al fine di prendere decisioni migliori, grazie appunto a una migliore conoscenza del mercato e dei suoi movimenti. 

Chi sono e cosa fanno gli analysts 

Gli analisti (o analysts in inglese) sono coloro che si occupano all’interno delle aziende dei processi di Data Analytics. O detto in parole molto molto semplici, sono coloro che aiutano le realtà commerciali a navigare nell’ambiguità grazie alla loro conoscenza del mercato. 

Il loro più grande talento, infatti, è l’esplorazione e la comprensione. Grazie all’analisi di una serie di dati, sia interni che esterni all’organizzazione, hanno la possibilità di tenere sotto controllo tutte le informazioni più critiche e, quindi, di capire esattamente cosa sta succedendo nel settore di riferimento. 

Oltre alla parte di controllo, gli analisti svolgono anche un ruolo più creativo. Conoscendo perfettamente le preferenze dei consumatori e percependone i cambiamenti, sono i primi a riconoscere un nuovo trend di mercato e a suggerire alla propria azienda nuove importanti opportunità. 

Sebbene ci siano eventi che non si possono prevedere, un esempio su tutti la pandemia da Covid-19, gli analytics comunque permettono di capirne meglio l’importanza e di monitorarne l’andamento. Rivelandosi così delle vere e proprie reti di salvataggio. 

Per tutte le cose belle, ci vuole tempo 

Spesso si pensa che gli Analytics siano una scienza immediata. Ecco, non c’è niente di più sbagliato. 

Per avere dei risultati rilevanti, bisogna investire nel tempo. Per avere successo nella ricerca e nella scoperta di intuizioni (insights) rilevanti, infatti, le organizzazioni devono investire nello sviluppo di una cultura interna legata all’analisi continua di diversi set di dati. 

Questo per diversi motivi: il primo è che ci vuole tempo anche per assicurarsi l’accesso a fonti di dati valide a affidabili e sviluppare relazioni con i vari partner fornitori; il secondo, invece, è che anche gli analisti stessi hanno bisogno di un periodo di training in cui sviluppare la perspicacia e l’intuizione necessaria per vedere le giuste opportunità di business. 

Compreso questo, sarà più facile vedere le persone che si occupano dell’analisi dei dati come dei veri e propri tesori da custodire e coltivare. Saranno loro, infatti, a rendere la vostra azienda agile nei momenti di incertezza.

Gli analytics sono per tutti, non solo per i colossi

Un altro grande falso mito sugli analytics è che solo aziende come Google o Facebook possano permetterseli. 

Tantissime start-up ricorrono agli analytics per comprendere meglio i mercati in cui sono appena entrate e di cui sanno poco o nulla. E si sa, le start-up non è che navighino proprio nell’oro. 

La verità è che per creare una cultura aziendale che valorizzi gli analytics l’unica cosa che serve è una leadership attenta al futuro e visionaria. Perché solo coloro che non ne sottovaluteranno l’importanza (spesso perché ne hanno vissuto le conseguenze sulla loro pelle), riusciranno a creare un dipartimento di analisi in grado di supportare davvero il management a prevedere e reagire ai rischi. 

Fonte: “To Recognize Risks Earlier, Invest in Analytics by Cassie Kozyrkov – Harvard Business Review, November-December 2020, Volume 98, Issue 6” 

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