Welfare Aziendale e nuovi valori nel mondo del Lavoro

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Viviamo in un’epoca contraddittoria nel panorama del lavoro italiano: se da un lato assistiamo a un record di occupati, a una tendenza verso impieghi più stabili e a un incremento della presenza femminile nel mondo del lavoro, dall’altro coesiste una diffusa disaffezione nei confronti del lavoro, con una percezione soggettiva di esso sempre più fragile.

In questo contesto di cambiamento e sfide, emerge la riflessione sul welfare aziendale che ha guadagnato notevole diffusione e apprezzamento negli ultimi anni. Questa crescente rilevanza si trova a confrontarsi con la nuova realtà del mercato del lavoro.

 

Trattenere e attirare lavoratori diventa una priorità crescente per le aziende, mentre per i lavoratori diventa essenziale poter gestire tempi di lavoro flessibili. Sono sfide su cui lǝ protagonistǝ del welfare aziendale stanno già lavorando, ma che richiedono un salto di qualità culturale prima ancora che operativo.

I risultati del 7° Rapporto Censis-Eudamon sul Welfare Aziendale

Il 7° rapporto Censis-Eudamon sul Welfare Aziendale indica che è sempre più necessaria la transizione verso il benessere di tuttǝ, con un’offerta di servizi che affrontano le sfide quotidiane, permettendo loro contemporaneamente di godere del tempo libero tanto ambito.

In questo articolo, esploreremo le nuove prospettive del welfare aziendale e come possa contribuire non solo a risolvere le criticità individuali, ma a costruire un ambiente di lavoro più equo e sostenibile per tutti.

La priorità dei lavoratori: più tempo per se stessǝ

Il mercato del lavoro italiano mostra segnali positivi con un aumento di occupatǝe e lavori più stabili, ma le sfide persistono, tra cui la carenza di giovani e le disparità di genere.
La decisione di avere figli in Italia continua a penalizzare le donne, costringendole spesso a lasciare il lavoro. In questo contesto, le aziende devono affrontare la sfida di trattenere le persone sempre meno inclini a sacrificare il tempo personale per la carriera.

Il welfare aziendale, già apprezzato dai lavoratori, può giocare un ruolo chiave in questa evoluzione. Per farlo, deve passare da un ruolo puramente riparativo ad essere un promotore attivo del benessere, offrendo servizi non solo a categorie specifiche, ma modulati sulle esigenze individuali di tutti i lavoratori. Questo approccio, oltre a beneficiare le aziende nella competizione per talenti, amplierà la platea delle persone che apprezzano e sfruttano il welfare aziendale.

Gli insight del 7° Rapporto Censis-Eudamon sul Welfare Aziendale

Numero record di occupati nel 2022 in Italia

Il 2023 si apre con una notizia positiva per il mercato del lavoro italiano: un record di 23,1 milioni di occupati, il dato più alto mai registrato. Le donne rappresentano il 42,2%, mostrando un aumento rispetto al 41,7% del 2012. Si evidenzia un aumento del lavoro stabile, con un incremento di 595 mila dipendenti.

Resta la disparità di genere nel mondo del lavoro

Il panorama occupazionale continua a riflettere notevoli differenze legate al genere e, in particolare, alla presenza di figli. In Italia, il tasso di occupazione degli uomini con figli è significativamente più elevato, raggiungendo l’89,3%, rispetto al 76,7% degli uomini senza figli. 

Per le donne, la disparità è ancora più evidente, con un tasso di occupazione del 66,3% per quelle senza figli e un ulteriore calo al 58,6% per donne con figli. 

Il divario tra il tasso di occupazione delle donne con figli e quello degli uomini con figli in Italia è di -30,7 punti percentuali. 

Il tasso di occupazione femminile rimane significativamente più basso rispetto a paesi come Germania, Francia, Spagna e Grecia. Questi dati sottolineano la necessità di affrontare e ridurre le disparità di genere nel contesto lavorativo.

Difficile coinciliare lavoro e famiglia

Nel 2022, le dimissioni e risoluzioni consensuali di lavoratori genitori sono salite a oltre 61 mila nel 2022. Il 41,7% delle madri, di contro al 2,8% dei padri, si sono dimesse per difficoltà a conciliare il lavoro con la cura dei figli a causa della carenza dei servizi di cura. Il 21,9% delle madri e il 4,3% dei padri si sono dimessi sempre per difficoltà nel conciliare lavoro e cura dei figli, ma per ragioni legate all’azienda in cui lavorano.

Il tempo libero è una priorità

Il 67,7% degli occupati in futuro vorrebbe ridurre il tempo dedicato all’attività lavorativa: lo vorrebbe fare il 65,5% dei giovani, il 66,9 degli adulti e il 69,6% degli over 50enni. Già oggi il 30,5% degli occupati (il 34,7% tra i giovani) dichiara di impegnarsi nel lavoro lo stretto necessario.

A quasi il 28% degli occupati è capitato di rinunciare a un lavoro migliore rispetto a quello attuale perché la sede era troppo distante dalla propria abitazione. 

L’87,3% degli occupati sostiene che fare del lavoro il centro della propria vita è un errore.
E per il 52,1% il suo lavoro già attualmente influenza meno la vita privata rispetto al passato, nel senso che ci sono altre attività e valori più importanti.

Il lavoro non è più fonte di autorealizzazione

Per il 62% degli occupati la propria retribuzione da lavoro non consente di realizzare le proprie ambizioni. Oltre al fatto che il 43,3% ritiene di svolgere un lavoro inadeguato al titolo di studio e/o alle competenze. 

Per finire con il 29,7% dei lavoratori che pensa di poter essere sostituito dall’Intelligenza Artificiale. 

Cosa pensano i lavoratori delle aziende e dei loro programmi secondo il 7° Rapporto Censis-Eudamon sul Welfare Aziendale?

Per il 61,7% degli occupati l’azienda non è attenta al benessere psicofisico dei propri lavoratori.

Per l’89,2% dei lavoratori, quota che resta alta in modo trasversale a collocazione professionale, genere, età e titolo di studio, è essenziale in questa fase sentirsi ascoltati, presi in considerazione.

L’81,8% degli occupati sa cos’è il welfare aziendale.

L’84,2% degli occupati dichiara che nella propria azienda sarebbe importante introdurre o potenziare il welfare aziendale.

L’89,2% degli occupati vorrebbe la personalizzazione del welfare aziendale, con offerte modulate sulle singole esigenze di ciascuno, convinti che in tale forma avrebbe anche impatti positivi sull’engagement.

Il 79,3% vorrebbe che i servizi di welfare aziendale fossero accessibili e gestibili tramite app su smartphone perché ne faciliterebbe l’utilizzo.

Cosa pensano le aziende secondo il 7° Rapporto Censis-Eudamon sul Welfare Aziendale?

Da un panel di 62 aziende coinvolte in un’indagine emerge che il 59% ha avuto difficoltà nel reclutare nuovi lavoratori, il 50% un aumento delle dimissioni volontarie e il 71% un’attenzione accresciuta dei lavoratori alla durata dell’orario  

Il 95% delle aziende ritiene che occorrerà adattarsi al più alto valore attribuito dai lavoratori al tempo libero e alla più dura competizione sul mercato del lavoro per attrarre o trattenere lavoratori. Mentre, il 71% pensa ad affrontare un elevato turnover.

L’82% delle aziende ha attivato strategie ad hoc per trattenere i lavoratori e il 66% per attrarli. Le iniziative più importanti avviate sono per il 67% l’attivazione di dispositivi di welfare aziendale, per il 55% una nuova flessibilità negli orari di lavoro, per il 33% migliori condizioni retributive e per il 28% l’erogazione di nuovi benefit.

Benessere, Equità e il Futuro del Lavoro

In un panorama del lavoro in costante evoluzione, il welfare aziendale emerge come leva fondamentale per ridefinire i valori e le priorità nel mondo professionale. L’analisi dettagliata dei dati riflette non solo la crescente importanza del benessere individuale, ma anche la necessità di affrontare disparità di genere e sfide legate alla conciliazione tra lavoro e famiglia. 

L’approccio all’avanguardia del welfare aziendale, che va oltre i tradizionali benefit, si configura come un pilastro per promuovere una qualità della vita superiore per tutti i lavoratori. Il passaggio da un approccio riparativo a uno proattivo, orientato al benessere generale, non solo favorirà le aziende nella competizione per talenti, ma plasmerà un futuro del lavoro più equo, sostenibile e incentrato sulla valorizzazione di ogni individuo. 

Con la continua trasformazione del mondo del lavoro, il welfare aziendale si prospetta come un catalizzatore chiave per guidare questa rivoluzione, contribuendo a creare ambienti lavorativi in cui il benessere e la realizzazione personale sono al centro delle priorità.

Per approfondire, leggete il 7° Rapporto Censis-Eudamon sul Welfare Aziendale 

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