THE ONE: Una coppia quasi perfetta

Share on facebook
Share on google
Share on twitter
Share on linkedin
Reading Time: 3 minutes

Chi dice di non aver mai fatto un test per scoprire la propria anima gemella, mente, sapendo di mentire! 

Ricordate i test su Cioè o su altre riviste di lifestyle? Si doveva rispondere a delle domande e al termine del questionario, scoprivamo quali caratteristiche doveva avere la nostra anima gemella, per individuarla più facilmente.

Dal 12 Marzo 2021, la ricerca dell’anima gemella è diventata una serie tv su Netflix.

Creata da Howard Overman, creatore di Misfits (2009) – la serie britannica sui ragazzi dei servizi sociali nelle vesti di supereroi – e ispirata all’omonimo romanzo “The One” di John Marrs.
 
La storia è ambientata in un futuro non troppo lontano, dove la società MatchDNA è riuscita ad elaborare un test del DNA che riesce a definire le affinità di coppia: riesce ad individuare, tra i DNA mappati, l’unica persona al mondo di cui ci si può innamorare, per trovarla basta solo un capello. Un’idea perfetta per chi ha amato Black Mirror ed è appassionato del genere sci-fi.

The One, vede come protagonista una donna, Hanna Ware nel ruolo di Rebecca Webb brillante genetista, co-founder e CEO di The One, l’app che offre la possibilità di realizzare il test del DNA e trovare l’unico vero amore. L’app, com’è facilmente intuibile, è da subito accolta con grande entusiasmo dalla collettività, che la considera l’evoluzione che tutti ci meritiamo delle app di incontri degli anni 2000, come Meetic, Grindr o Tinder per intenderci. Ma non è tutto perfetto come potrebbe sembrare, infatti Rebecca Webb è costantemente perseguitata da un unico antagonista, un protestante con in mano un cartello che recita: “Match made in hell”, abbinamenti fatti all’inferno.

Infatti, nella serie vedremo come le coppie formatosi in seguito agli abbinamenti, non vivano una vita felice e contenta come ci si aspetterebbe. Al contrario, questi abbinamenti si troveranno a sconvolgere completamente le vite di chi ha deciso di farne parte, ad iniziare da Rebecca stessa, da cui tutto è iniziato. Lei infatti è la prima a farsi abbinare, per dimostrare ai finanziatori che la sua idea è davvero vincente.

L’intuizione nasce dall’osservazione delle colonie delle formiche e nell’individuazione di una serie di sostanze chimiche a base di idrocarburi presenti sui loro gusci esterni. Evidenza confermata anche da studi reali condotti dagli scienziati dell’Università della California, di Riverside. Le formiche di una stessa colonia dunque, interagiscono e si riconoscono tramite l’olfatto per rilevare le sostanze chimiche presenti sui gusci delle altre e per identificare con precisione i diversi membri della loro società.

Rebecca e James , il suo collega, riescono ad applicare tale mutazione genetica ai DNA degli esseri umani, in grado così di trovare  il loro l’abbinamento perfetto.

The One è tra i top 10 in Italia, un enorme successo forse dovuto anche al momento storico, visto che in questo periodo storico di pandemia, il download delle app di incontri, in particolare Tinder ha registrato globalmente, un aumento medio del numero di conversazioni del +39%.

Come spiega Craig Chapple, mobile insights strategist Emea di Sensor Tower: “Per numero di download, gennaio 2020  è stato il secondo miglior mese nella storia di Tinder in Italia.

Contando anche febbraio, l’app è stata scaricata 229 mila volte, con un incremento anno su anno del 46% nel primo bimestre.”

In the One, il personaggio di Rebecca Webb, prenderà delle decisioni che sembrano distanti da quelle che generalmente, nelle narrazioni televisive, prenderebbe una donna: sceglierà  sempre prima la  carriera e l’indipendenza economica, dell’amore nonostante il legame indissolubile che lei stessa ha creato con la sua anima gemella.

La serie, ad oggi vede soltanto otto episodi, ma lascia un finale piuttosto aperto ad un eventuale seguito e all’eventualità di vedere formarsi anche tra gli esseri umani, vere e proprie colonie di persone abbinate, proprio come fanno le formiche rosse. Che il futuro sia il poliamore?