Social Media Trends 2021

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Nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo in quest’ultimo anno, il COVID ha stravolto le vite di tutti e ha cambiato anche il nostro modo di comunicare e usare i social.

Il confino nelle nostre case ha portato un rinnovata necessità di contatto con gli altri; improvvisamente privati delle nostre vite, abbiamo dovuto ricreare complicati meccanismi interpersonali dentro “rettangoli luminosi”. All’inizio la cosa poteva essere anche interessante, ma dopo un anno, manca tutto quello che ci infastidiva prima. 

Vengono a mancare umanità, calore, comprensione, supporto, e genuinità

Abbiamo esaminato i trend emersi tra il 2020 e il 2021, e di questi ne abbiamo selezionati 6 che riteniamo i più importanti:

1. LE 3 C: CONSISTENCY + CONVERSATION + COMMUNITY

Parole chiave: consistenza, conversazione e community

C: Oggi il consumer è sempre più esperto. In rete si può confrontare con gli altri e capire se le esperienze promesse da un brand sono state mantenute. Può scegliere in modo sempre più consapevole e i brand non possono più mentire. 

C: Per fidelizzare un cliente è importante parlarci, aprirci un dialogo e farlo sentire incluso. Il conversational marketing è utile anche alle aziende perché permette loro di raccogliere dati.

C: Costruire una community, realmente coesa ed in grado di supportarsi è il primo passo per la costruzione di un progetto con basi solide.

2. BRAND = VALORI

Il 2020 ha visto un’esplosione di contenuti. A marzo 2020 con lo scoppio della pandemia, improvvisamente anche l’azienda più piccola ha scelto i social. Eppure in molti hanno mancato il bersaglio, scegliendo di parlare troppo presto. O lo hanno fatto con un tono inappropriato. 

I brand più intelligenti hanno scelto di ascoltare. Hanno aspettato. 

I pochi che sono emersi lo hanno fatto grazie a creatività e originalità Hanno lanciato messaggi, non venduto semplici prodotti. 

Oggi si sceglie un brand per i suoi valori, non solo per quello che vende.

3. Generazione Baby Boomers

Discriminati per l’età e per il loro modo (talvolta CRINGE) di utilizzare i social, con la pandemia si riversano in massa su Facebook, Instagram e addirittura TikTok. 

I marketer hanno sottovalutato e sottorappresentato una generazione che oggi è digitalmente sempre più esperta e molto redditizia: i cosiddetti “baby boomers”. 

La generazione in questo momento con la possibilità di spesa più alta e quindi molto interessante per qualunque brand in grado di parlarci.

4. Il ROI rimane molto importante 

Le imprese sono in crisi e i marketer devono essere capaci di generare profitto in tempi brevi e al contempo fidelizzare i clienti.

Come? La tendenza è quella di creare esperienze digitali sempre più innovative e ingaggianti, costruendo intorno alla customer experience uno storytelling in grado di creare scoperta, connessione e divertimento grazie anche alla tecnologia.

L’esperienziale tanto in voga negli eventi fisici si traduce anche in digitale.

5. Old Marketing is the new Marketing!

Stiamo assistendo a un ritorno del “marketing old school”, in un mondo con sempre meno contatto fisico, i brand stanno cercando modi più umani per coinvolgere i consumatori.

Durante la crisi del COVID-19, la gente desiderava informazioni più rilevanti. Le tattiche del marketing vecchia scuola, come le newsletter e i podcast, possono mancare della finezza dei metodi più recenti ma sono facili da mettere in piedi per i marketer e di facile fruizione. Podcast e newsletter sono strumenti che nella loro diversità hanno lo stesso scopo: danno informazioni desiderate e scegliamo attivamente di riceverle. 

Un’altra tendenza interessante è il grande ritorno della voce: si registra un aumento dei metodi di comunicazione “old school” da parte degli utenti, con il ritorno per esempio non alle chiamate ma ai messaggi vocali, in grande ascesa tra i più giovani. La ricerca vocale, le note vocali, ed ora i Tweet vocali. La rete sta chiedendo di avere una voce.

6. “Da consumer a Prosumer”

Già quindici anni fa nei libri di psicologia della comunicazione si parlava di Prosumer

L’utente non e’ piu passivo, anzi, partecipa attivamente nel disegnare l’oggetto che acquisterà. Il cliente detta legge. Forse mai come oggi quest’espressione risulta essere più vera. Per poter emergere bisogna imparare ad ascoltare, a raccogliere dati e affinare la propria comunicazione per poter ingaggiare un dialogo tanto onesto quanto profittevole.

Il dilagare incontrollato di notizie false ha portato le persone a cercare nuovi punti di riferimento, porti sicuri in un mare magnum di informazioni in cui è facile perdersi.

In questo le community giocano un ruolo fondamentale: le persone hanno bisogno di riconoscersi, e cercano la propria tribù, avendo sempre più bisogno di certezze, di voci amiche, e di leggerezza. Come suggerisce anche un altro trend in grande crescita, quello del gaming; anche qui piano piano i numeri delle donne si fanno sempre più interessanti. 

Il mondo sta cambiando velocemente. “Viviamo in tempi interessanti”, tempi di grande cambiamento. In un solo anno sono molti anche gli equilibri sociali rotti, le tensioni che ribollivano, sono esplose in tutta la loro forza.

L’attivismo è diventato virale. La rete ci sta dando lo spazio per reclamare i diritti di tutti, per cambiare le regole, da voce a chi prima non ne aveva. Se usati nella maniera giusta, i social possono essere un potente veicolo di messaggi, non solo un luogo dove vendere prodotti. Uno strumento utile per provare a cambiare le cose. E in tutto il male che la rete sappiamo e’ capace di fare, che ‘essere giusti” sia una diventato quasi una moda, non ci è andata poi male.