Quanto costa la Partita Iva?

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È luogo comune ritenere che aprire la Partita Iva sia un incubo e un ostacolo insormontabile se non con grosse spese. Come abbiamo avuto modo di spiegarvi, grazie alla nostra collaborazione con Fiscozen, non è esattamente così. 

Grazie al consulente giusto al proprio fianco, infatti, non solo aprire la Partita Iva è semplice e veloce ma anche economicamente sostenibile. 

Nel caso in cui vi servisse un recap su che cos’è la P. Iva, vi reindirizziamo al nostro primo articolo realizzato in partnership con Fiscozen, in cui vi spieghiamo che cos’è la Partita Iva e perché è importante aprirla

In questa mini-guida, approfondiremo i casi di 3 professionalità diverse e i dettagli fiscali relativi ai differenti Codici ATECO, ovvero il codice di 6 cifre associato a ogni Partita Iva che ha lo scopo di indicare nel modo più preciso possibile il tipo di coefficiente di reddito in relazione al regime fiscale forfettario. In generale, il codice ateco definisce l’attività svolta specifica, altrimenti si utilizza un codice ateco generico, che è utile per stimare il livello di rischio per l’ente Inail.

Grazie a questi esempi pratici potrete immedesimarvi e avere una previsione dei costi di apertura e mantenimento di Partite Iva differenti tra loro. 

Lavinia 28, Interior Designer

Il primo caso che andremo ad esaminare è quello di Lavinia, una giovane donna milanese, laureata qualche anno fa allo IED in Interior Design e che oggi vorrebbe mettersi in proprio. Secondo la nostra legislazione, la professione dell’Interior Designer viene classificata con il Codice ATECO 74.10.90 (Altre attività di design)*, quindi Lavinia adotterebbe sicuramente questo. 

*N.B. Nel caso in cui Lavinia fosse anche Architetta, il Codice ATECO sarebbe differente. Per questo se vi trovate in questa posizione, vi consigliamo di fissare una prima consulenza gratuita con gli esperti di Fiscozen. 

Per quanto riguarda il regime fiscale, invece, la soluzione più conveniente per Lavinia – dato che è agli inizi della sua carriera da libera professionista – è sicuramente il regime forfettario dedicato a tutti coloro che percepiscono un fatturato annuo lordo incassato inferiore ai 65.000€. 

Infine, per versare i contributi previdenziali, Lavinia dovrebbe iscriversi alla Cassa di Previdenza. Siccome per gli Interior Designer non esiste una cassa specifica, Lavinia dovrà fare riferimento alla Gestione Separata INPS*. 

*N.B. Nel caso in cui Lavinia fosse anche Architetta, dovrebbe iscriversi all’Ordine degli Architetti e far riferimento ad Inarcassa per le aliquote relative ai contributi pensionistici.

I costi della Partita Iva di Lavinia, Interior Designer

Come anticipato, Lavinia rientra nel regime forfettario, ovvero un regime fiscale agevolato, pensato per le esigenze delle “piccole Partite IVA”  (fatturato lordo annuo incassato non superiore ai 65.000 euro). La principale agevolazione consiste nell’accorpamento di tutte le imposte (IRPEF, IRAP, addizionali, ecc.) in un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa al 5% sul reddito imponibile per i primi cinque anni di attività (successivamente, si passa al 15%).

N.B.: Questa agevolazione, chiamata anche Aliquota Start Up, è prevista solo se si svolge una nuova attività non svolta precedentemente in forma autonoma o subordinata (limite degli ultimi 3 anni) o se non si ha avuto Partita Iva personale o quote di società in persona (anche con attività e oggetto sociale differenti rispetto all’attività che si vuole svolgere con la Partita Iva).

Le altre agevolazioni di cui usufruirebbe Lavinia con il regime forfettario sono: 

  • Franchigia di IVA; 
  • esonero da studi di settore, esterometro, ecc.; 
  • esonero dalla fatturazione elettronica
  • Assenza di contabilità.

Un ultimo aspetto vantaggioso del regime forfettario consiste nella deduzione di una percentuale fissa, per le spese sostenute, dal tuo fatturato annuo. Nel caso della Partita IVA da interior designer, con Codice ATECO 74.10.90, la quota da sottrarre è pari al 22% (il coefficiente di redditività è, quindi, fissato al 78%).

Per quanto riguarda i contributi previdenziali, invece, per gli interior designer sono calcolati a percentuale in base al reddito: l’aliquota, per l’anno 2021, è pari a 25,98%. Nota: se parallelamente si hanno altre forme di previdenza obbligatoria (ad es. Un lavoro dipendente) vige una riduzione dell’aliquota che è quindi pari al 24%.

Facendo un esempio concreto, quindi:

  • Fatturato lordo: 20.000 €
  • Reddito imponibile (coeff. 78%): 15.600 €
  • Imposta sostitutiva (5%): 780 €
  • Contributi previdenziali (25,98%): 4.052,88 €

Giulia 29, Consulente Web Marketing

Il secondo caso che prenderemo in esame è quello di Giulia, una giovane donna di Palermo, laureata qualche anno fa in Marketing e che oggi vorrebbe mettersi in proprio. Secondo la nostra legislazione, la professione del Consulente Web Marketing viene classificata con il Codice ATECO 70.22.09, Giulia potrebbe optare per questo in modo che il reddito imponibile sia pari al 78%, mentre il restante 22% viene dedotto forfettariamente per le spese. Nota bene: Giulia potrebbe anche optare il regime ordinario semplificato, anche avendo lo stesso codice ATECO, e la deducibilità dei costi risulterebbe differente a seconda delle caso.

Per quanto riguarda il regime fiscale, invece, la soluzione più conveniente per Giulia – per lo stesso motivo di Lavinia – è sicuramente il regime forfettario. In questo caso, ricordiamo, l’aliquota è fissa al 5% sul reddito imponibile per i primi cinque anni di attività (successivamente, si passa al 15%) che come accennato sopra, è accessibile solo alle nuove attività d’impresa, professioni e arti. Per capire meglio come funziona, leggete questo articolo di Fiscozen.

Infine, per versare i contributi previdenziali, Giulia dovrebbe iscriversi alla Gestione Separata INPS che prevede un’aliquota, per l’anno in corso, pari al 25,98% e si applica, anch’essa, sul reddito imponibile (vale a dire sul 78% del tuo fatturato lordo incassato).

Facendo un esempio concreto, quindi:

  • Fatturato lordo: 20.000 €
  • Reddito imponibile (coeff. 78%): 15.600 €
  • Imposta sostitutiva (5%): 780 €
  • Contributi previdenziali (25,98%): 4.052,88 €

Fatima 25, YouTuber

Il terzo e ultimo caso che prenderemo in esame è quello di Fatima, una giovane donna di Roma, che ha fatto della sua passione per il videomaking un lavoro e oggi fa la YouTuber. Secondo la nostra legislazione, la professione del YouTuber è ancora inusuale e innovativa e per questo non esiste un Codice ATECO specifico. 

Per sceglierlo quindi si ricorre alla classificazione del metodo di monetizzazione. Di solito Fatima guadagna tramite sponsorizzazioni e inserzioni pubblicitarie (come AdSense): per questo nel suo caso il Codice ATECO corretto da utilizzare è “73.11.02 – Conduzione di campagne pubblicitarie”, il cui reddito imponibile è pari al 78%, mentre il restante 22% viene dedotto forfettariamente per le spese.

Tuttavia, dobbiamo specificare che nel caso in cui l’attività prevedesse altre tipologie di introiti, bisogna integrare con un secondo Codice ATECO e/o rivalutare la scelta del codice principale. Per questo motivo, nel caso in cui vi identificaste con Fatima, vi consigliamo di prenotare gratis una consulenza con Fiscozen.

Per quanto riguarda il regime fiscale, invece, la soluzione più conveniente per Fatima – per lo stesso motivo di Giulia e Lavinia – è sicuramente il regime forfettario. In questo caso, ricordiamo, l’aliquota è fissa al 5% sul reddito imponibile per i primi cinque anni di attività (successivamente, si passa al 15%).

Infine, per versare i contributi previdenziali, Giulia dovrebbe iscriversi alla Gestione Separata INPS che prevede un’aliquota, per l’anno in corso, pari al 25,98% e si applica, anch’essa, sul reddito imponibile (vale a dire sul 78% del tuo fatturato lordo incassato).

Facendo un esempio concreto, quindi:

  • Fatturato lordo: 20.000 €
  • Reddito imponibile (coeff. 78%): 15.600 €
  • Imposta sostitutiva (5%): 780 €
  • Contributi previdenziali (25,98%): 4.052,88 €

Il partner giusto per la vostra Partita Iva

Se, come noi, desiderate un partner veloce ed efficace che vi permetta di avere sempre una panoramica completa del vostro andamento fiscale, il nostro suggerimento è di affidarvi a Fiscozen. 

Per chi non lo conoscesse, Fiscozen è un servizio che unisce assistenza fiscale completa con un consulente dedicato a una comoda piattaforma online, con la quale potrete generare sia fatture elettroniche che fatture normali illimitate, monitorare entrate e uscite, controllare le date dei prossimi versamenti e, SOPRATTUTTO, calcolare in anticipo tasse e contributi da versare grazie al comodo riepilogo presente già nella schermata principale della piattaforma.

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Il costo di abbonamento al servizio – 299 euro + Iva all’anno per i forfettari  – ma, se aderirete al servizio tramite questo link, per il primo anno avrete diritto a uno sconto di 50€. 

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  • prenotate una consulenza gratuita con Fiscozen.

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