Psilocibina a colazione

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Come i funghi allucinogeni  e il microdosing mi hanno aiutata a stare meglio.

DISCLAIMER: questa è la testimonianza personale di una delle nostre lettrici, che ha voluto scrivere e condividere con noi la sua esperienza con il microdosing. Il microdosing è  una pratica che consiste nell’assumere micro-dosi di sostanze psichedeliche come la dietilamide dell’acido lisergico (LSD) o funghi contenenti psilocibina.
Non c’è ancora una ricerca e  una prova specifica sugli effetti e benefici di questa pratica, ma certo è che sempre più persone ricorrono a questa pratica per  migliorare la  propria salute mentale.

E’ stato un anno duro anzi, durissimo.  Montagne russe emotive  ci hanno trascinato negli angoli più bui della nostra psiche. O almeno così è accaduto a me. Non sono mai stata male come quest’anno. Il “Come” qui è importante. Non perché nella vita non abbia mai avuto scocciature, anzi, ma quest’anno è stato diverso. Siamo stati tutti male, chi più, chi meno, ma davvero tutti. Improvvisamente, non abbiamo più avuto nessuno spazio “sano” in cui rifugiarci, e non uso la parola a caso.

«Cosa vuoi che sia stare un po’ in casa!? Una vacanza, ho pensato all’inizio.»

Il primo lockdown è passato relativamente veloce. L’estate è arrivata in fretta, non tanto quanto se ne è andata, ottobre in un battibaleno, e improvvisamente abbiamo visto riproporsi quelle stesse restrizioni, angosce, numeri, morti, contagi dell’inverno precedente. E questa seconda volta, no, non è stata una passeggiata di salute.

Per tenermi a galla nel disagio, ho provato a fare di tutto: dalla meditazione, allo yoga in casa, la creta, la pittura, la cucina e il cucito, i tarocchi e anche un corso di danza hip hop con scarsissimi risultati. Niente è riuscito a lenire quel devastante senso di vuoto che mi camminava dentro. Nell’ultimo anno e mezzo mi sono sentita come Atreiu, protagonista de “La storia Infinita”, meraviglioso film anni 90 che ha irrimediabilmente segnato la mia generazione. Il Nulla è arrivato, solo che io a differenza sua, non sono riuscita a fermarlo. 

Depressione reattiva condita da uno stato di ansia cronica e un’insonnia impossibile da scacciare. Il mio terapista mi aveva prescritto una cura di benzodiazepine ma dopo poche settimane ho capito che nemmeno quello faceva per me. Certo, almeno non vivevo più con il nodo alla gola e la tachicardia, ma il vuoto continuava ad allargarsi sotto i miei piedi ed era anche peggio. Sono arrivata a non sentire davvero più niente.

Poi, in un giorno di disperata apatia, nel mio scroll compulsivo di Instagram, è arrivato l’ADV giusto: Microdosing a casa tua (sempre grazie magico internet!) Visito il sito. L’immagine coordinata digitale è così distante dall’immaginario fricchettone che mi conquista immediatamente. Con un look&feel così pulito, e un tono di voce così formale e medico, non posso che fidarmi. Pochi secondi dopo il carrello è già pieno e l’ordine è concluso.

Conosco l’argomento, ho sempre subito il fascino delle sostanze psichedeliche e negli anni ho avuto modo di sperimentare e approfondire: dal classico Castaneda, a documentari di vario genere, passando per articoli medico scientifici e testimonianze dirette. Poi sono arrivata alla pratica e posso dire di aver avuto solo esperienze formative e piacevoli. LSD, funghi, ayahuasca: da ogni viaggio sono uscita arricchita. Non le ho mai, nemmeno per un momento, considerate droghe ricreative e mai le affronterei come tali. Non sono uno svago ludico, non sono nemmeno una cura ma un mezzo per poter vedere se stessi in modo più chiaro e, se si vogliono sfruttare pienamente,  la conoscenza di se stessi e dei propri limiti, la capacità introspettiva e il setting corretto (luogo, persone e mindset) sono alla base di ogni utilizzo consapevole, e utile soprattutto.

Anche se dubito che il microdosing possa diventare mainstream (non mi dilungo qui sulle relative complicazioni e rischi), la tematica sicuramente già lo è. L’interesse per le sostanze psichedeliche è in costante aumento e, per citare due esempi pop particolarmente significativi, Gwyneth Paltrow ha dedicato ai funghi una puntata di Goop, e Rolling Stone Italia, una serie di interessanti articoli di approfondimento a firma di Mattia Barro. 

In sintesi, sempre più studi provano come, se usate in modo giusto, LSD e Psilocibina possano essere di grande aiuto nella risoluzione di molti disturbi, tra cui ansia, depressione e insonnia cronica. E io non posso che dare ragione a questi studi dopo aver provato.

 

Il trattamento

Il pacchetto arriva a casa dopo un paio di settimane come promesso, senza problemi. Non sono così certa della sua legalità ma non mi son fatta troppe domande. Insieme alla busta di tartufi sottovuoto trovo le indicazioni per la cura e un diario.

Le istruzioni sono semplici: 

  • Vanno consumati preferibilmente la mattina con la colazione.
  • Da 0,3 a max 2 grammi al giorno per 30 giorni. 
  • No alcol, no farmaci di nessun tipo, meglio evitare anche caffeina o teina. 
  • Obbligo di passare almeno 20 minuti al giorno a contatto con la natura.
  • Appuntare giornalmente i miei pensieri e il mio stato psico-fisico. 

 

Per pesare  le microdosi, serve un bilancino, uno da pasticceria, o da spaccino se preferite. I funghi arrivano tagliati ma sei tu a pesarli e a decidere il tuo dosaggio a seconda di esperienza e sensibilità. 

Avendo un minimo di conoscenza della sostanza scelgo di partire da 0,4 gr, un filo sopra la dose minima.

Le mie aspettative, verso questa “cura” sono altissime e, un po’ delusa, non noto grandi cambiamenti nei primi giorni. Non sono più rilassata, non sono più creativa, mi sembra di non sentire nulla, come sempre. 

Ma la sera del quinto giorno qualcosa succede e, dopo mesi che non riesco a dormire più di 5 ore per notte, improvvisamente il sonno arriva. Mi addormento alle 11 di sera e mi sveglio alle 7 di mattina. Una magia. Una notte, due, tre, quattro. Acquisto senza grandi sforzi questa nuova routine e, inutile dirlo, comincio a sentire i primi benefici. 

Alla fine della prima settimana, felice del risultato ma non ancora soddisfatta (la creatività promessa non arriva e io ho una tendenza leggermente ingorda), decido di alzare il dosaggio portandolo a 0,6 gr. 

I risultati mi sembrano subito evidenti, mi sento più energica e il sonno soprattutto continua a essere regolare. L’ansia è più gestibile, c’è sempre ma non e’ perenne. Non sono più creativa,  come assicurano le ricerche della Silicon Valley (anche se è vero che non ho fatto LSD ma Psilocibina), ma riesco a concentrarmi di più. 

Solo una volta provo ad alzare il dosaggio, fino a 0,9 gr, ma avverto -meno di un’ora dopo l’assunzione- la mandibola serrarsi in modo autonomo e un leggero senso di smarrimento, nulla di particolare eh, ma mi ascolto e torno alla dose precedente. 

Continuo in modo costante per 28 giorni: seguo le istruzioni, appunto i miei stati d’animo e piano piano mi sento rifiorire. Comincio a ricordarmi come stavo prima di questa fottuta pandemia.

L’ansia è a un livello accettabile e la vita intorno a me ha riassunto i colori e le forme che dovrebbe avere. Sto decisamente meglio e arrivata all’ultimo giorno ho quasi paura di smettere ma lo faccio, diligente come lo sono stata sin dall’inizio.

Ora è passato più di un mese dall’ultima microdose e a breve ho in programma un altro ciclo, il secondo e ultimo dell’anno, come consigliato nel libretto d’istruzioni. Ancora oggi però sento i benefici del primo round. 

Dormo di più, ho ridisegnato la mia routine e il mio stato d’animo è decisamente più stabile e alto. Vero anche che le misure di restrizione sono state allentate e cominciamo a vedere  la luce in fondo al tunnel, ma fatto sta che oggi sto meglio e mi sento di dire che qualcosa a questi funghi, io glielo devo. È come se si fosse riaccesa la luce, come se in modo naturale e senza quasi accorgermene mi avessero aiutato a riprendere in mano i codici della mia vita. Una sostanza che intuitivamente dovrebbe portare caos, ha portato ordine. Come se avessi potuto aprire una porticina sulla mia fronte e dato “aria al cervello”, sensazione che forse chi non ha mai approcciato certe sostanze fa fatica a comprendere fino in fondo. Folle a dirsi, lo so, ma personalmente mi hanno aiutata a riprendere fiato, a rintracciare dentro di me quell’angolino sano in cui rifugiarmi per ricominciare a costruire quello che poco a poco il Nulla si era inghiottito. 

NOTA: Non posso e non voglio consigliare arbitrariamente un’esperienza simile. Per alcuni può essere addirittura pericolosa. Quello che ci tengo a dirvi è che sicuramente una busta di funghi non cambierà le vostre esistenze se non scegliete prima di tutto di appoggiarvi  a un bravo professionista. 6 anni di terapia mi hanno dato gli strumenti per riuscire a riprendermi, la psilocibina probabilmente mi ha solo dato quella spinta che dentro di me,  da sola, non ero riuscita a trovare.