Parliamo di Ansia

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Quanto spesso ci capita di provare ansia? Quante volte, durante la giornata, esperiamo una sensazione di agitazione fisica o psichica accompagnata dalla percezione di non essere in grado di gestire la situazione che abbiamo davanti?

Ansia fisiologica

Il termine ansia racchiude al suo interno tutto un ventaglio di reazioni che comprendono aspetti cognitivi, comportamentali e fisiologici.

L’ansia, per natura, è presente come meccanismo adattivo all’ambiente, e ci permette di far fronte agli stimoli che riteniamo minacciosi. Per questo motivo, il fatto in sé di provare ansia non è qualcosa che dovrebbe metterci in allarme ma che ci consente invece di prepararci al pericolo imminente utilizzando una risposta di attacco o fuga.

Ansia patologica

L’ansia diventa invece un meccanismo disfunzionale ed entra quindi nella sfera patologica dal momento in cui essa produce delle risposte di attivazione anche davanti a stimoli considerati neutri e quando vi è molta discrepanza tra la salienza dello stimolo e la nostra risposta fisiologica, cognitiva e comportamentale. Inoltre l’ansia patologica si presenta con molta frequenza ed elevata intensità.

Categorie dei disturbi d’ansia

Nel DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), l’ansia viene categorizzata come segue:

  • Disturbo d’ansia di separazione: si tratta di un disturbo dell’età evolutiva e determina un’ansia eccessiva nel bambino quando deve separarsi dalla figura di attaccamento (es: madre)
  • Mutismo selettivo: anche questo è un disturbo tipico dell’età evolutiva ed impedisce al soggetto di esprimersi verbalizzando
  • Fobia specifica: la fobia è una paura estrema ed irrazionale per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia (possono essere distinte principalmente in fobie generalizzate, come la l’agorafobia, che sono maggiormente invalidanti ed in fobie specifiche, che possono essere gestite ottimamente, soprattutto evitando gli stimoli temuti)
  • Disturbo d’ansia sociale: si manifesta attraverso paura o ansia marcate relative a una o più situazioni sociali nelle quali l’individuo è esposto al possibile giudizio degli altri, come essere osservati o eseguire prestazioni di fronte ad altri.
  • Disturbo di Panico: consiste nella preoccupazione di avere attacchi di panico e/o nella modifica del comportamento per evitarli
  • Disturbo d’ansia generalizzata: il disturbo d’ansia generalizzata è un disturbo caratterizzato da uno stato ansioso tendenzialmente costante che porta a preoccupazioni sproporzionate ed incongrue in diversi ambiti di vita. I sintomi principali del disturbo d’ansia generalizzata sono: paura del futuro, irrequietezza o tensione psichica costante, sensazione di costante svuotamento e fatica cronica, difficoltà di attenzione e concentrazione, facile nervosismo ed irritabilità, difficoltà nel sonno che si possono tradurre come difficoltà nell’addormentamento, nel mantenimento del sonno, oppure in un sonno agitato e non ristoratore, rimuginio, disturbo d’ansia indotto da sostanze/farmaci.

Processo di diagnosi e trattamento

Ciascuna di queste categorie, per essere diagnosticata, necessità l’intervento di un professionista esperto (medico psichiatra o psicologo/psicoterapeuta). I tipi di interventi che si possono fare per ridurre il disagio psichico o fisico indotto dal disturbo possono andare da quelli psicofarmacologici ai percorsi psicoterapeutici. Nei casi più gravi è possibile accompagnare la psicoterapia con l’ausilio di un farmaco prescritto da un medico psichiatra.

Dati epidemiologici

Secondo un recente studio svolto dall’Istituto Superiore di Sanità, la depressione maggiore, le fobie specifiche e la distimia sono risultati i disturbi più comuni, con percentuali di prevalenza nel corso della vita rispettivamente pari al 10,1%, al 5,7% ed al 3,4%, seguiti dal disturbo post traumatico da stress, dalla fobia sociale e dal disturbo d’ansia generalizzata. Sempre dallo stesso studio, è emerso che nell’ultimo anno circa tre milioni e mezzo di persone adulte hanno sofferto di un disturbo mentale. Di questi, quasi due milioni e mezzo hanno presentato un disturbo d’ansia, 1 milione e mezzo un disturbo affettivo e quasi cinquantamila un disturbo da abuso di sostanze alcooliche.

Ansia e pandemia covid-19

La pandemia in corso ha prodotto numerosi effetti sulla salute mentale della popolazione e la sfera dell’ansia è sicuramente una di quelle maggiormente coinvolte. Sempre più persone si approcciano ad una terapia e sempre più frequentemente viene fatto utilizzo di psicofarmaci per ridurre la sintomatologia ansiosa.