Mustang: uno sguardo diverso alla sessualizzazione delle giovani donne.

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Alla fine dell’ottobre del 2015 usciva nelle sale il film Mustang diretto da Deniz Gamze  Ergüven e sceneggiato da Alice Winocour. Il film racconta in modo fantastico,  la storia di sei sorelle che, in una Turchia remota, attraversano il faticoso passaggio dall’infanzia all’adolescenza.  

La storia si apre con uno “scandalo”.  

Le  sei protagoniste, dopo l’ultimo giorno di scuola si ritrovano in spiaggia a giocare con dei ragazzi, durante i giochi, come farebbe qualsiasi ragazza della loro età, salgono sulle  spalle dei maschi, ma questo non è permesso. Da qui nasce lo scandalo:  l’aver messo la testa di quei ragazzi tra le loro cosce scatena le voci contro di loro e ne fa nascere la trama del film.  

Lale, più piccola delle sorelle e voce narrante della storia, racconta l’inizio della fine della libertà delle ragazze. Una per una verrà privata della propria libertà e della propria innocenza di ragazza.

Sempre nel 2015, Hollaback!,  un gruppo anti-molestie in collaborazione con la Cornell University  ha pubblicato i risultati di uno studio condotto su scala internazionale riguardo a  quello che chiamiamo il catcalling.

Questo termine si riferisce  a tutte le molestie verbali che avvengono per strada che tutte noi purtroppo conosciamo:  I fischi, i “ciao bella”, i “me lo fai un sorriso?, l’immancabile “dove te ne  vai?”… Questo genere di molestie vengono troppo spesso sminuite, alcuni le considerano “lamenti inutili”  solo semplici commenti “causati” dalle donne, dal modo in  cui si  vestono,  camminano o guardano…  

Il sondaggio della “Hollaback!” ha riscontrato che in media l’ 84% delle donne che è  stata molestata verbalmente, l’ha subito per la prima volta a meno di 17 anni, di cui il  10% (stando al grafico: Global Average Age of First Harassment) a meno di 10 anni.   Come si sono poste queste bambine? Com’erano vestite? Come camminavano?  Il catcalling provoca forti reazioni emotive e comportamentali.  Prima di tutto spaventa, imbarazza e infine provoca così tanta vergogna che spesso porta a sentirsi non vittime ma autrici e provocatrici di quell’atteggiamento. Senza  contare quanto spesso questi attacchi verbali portino persino ad atti di violenza fisica. Nel 71% dei casi infatti le donne in seguito alla molestie verbali, vengono anche seguite.  

Perché però abbiamo citato il film Mustang se parliamo di catcalling

Perché il film riesce a dipingere quella che è la sessualizzazione (acquisizione o  conferimento di proprietà sessuali) non sessualità- delle ragazze e delle bambine durante l’infanzia e la  pre-adolescenza.  

In una fortezza dai muri candidi, le sei sorelle si ritrovano attorcigliate sul pavimento, con il  sole che filtra dai vetri delle finestre a illuminare le loro innocenti risate.  La sessualità non è qualcosa di sconosciuto, le più grandi sanno, alcune chiedono,  altre semplicemente non se ne interessano ancora. È qui che abilmente la regista e la  sceneggiatrice dipingono tutta la confusione delle ragazze di fronte a delle misure  incomprensibili, di fronte a un sistema che attribuisce atteggiamenti sessuali  a semplici giochi innocenti.  

In quelle bambine, punite una dopo l’altra per aver giocato con dei ragazzi, violate da  norme e costumi sconosciuti, che confuse chiedono spiegazioni, sul motivo della  punizione, su cosa rappresenti, ho rivisto me che ad 8 anni mi interrogavo sul perché un  cinquantenne voleva che  mi sedessi con lui.  

È la voce delle protagoniste, la loro curiosità, la propensione al problem solving, la loro  vibrante risolutezza a rendere vere quelle che sono grida di emancipazione così sopraffacenti.  

“I mustang sono cavalli selvaggi che simboleggiano perfettamente le mie cinque eroine, il  loro temperamento indomabile, focoso. Perfino visivamente le loro capigliature ricordano  delle criniere, il loro scorrazzare nel villaggio ricorda quello di un branco di mustang… E la storia procede velocemente, qualche volta a tamburo battente.  

Per me il centro del film è proprio questa energia, che somiglia a quella dei mustang del  titolo.”  

Deniz Gamze Ergüven  

Questo film fornisce degli strumenti validi e accessibili per comprendere cosa generi il  fenomeno della sessualizzazione (che il computer non smette di segnarmi in rosso),  permette di identificarsi nelle protagoniste, di sentirsi ispirate dalle loro parole.  Fornisce, alle adolescenti, strumenti per comprendere quello che purtroppo molte di noi si ritrovano già a vivere fin dall’infanzia.  

E questo è quello che che genera una classe di donne  più consapevoli di quanto avviene nel mondo, di ciò che  provocano determinati atteggiamenti. È ciò che genera una classe di donne consapevoli, pronte a lottare per sensibilizzare e cambiare una società in cui si fischia ancora dietro a bambine di 8 anni che camminano per strada.