Le donne della Resistenza Italiana

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70mila donne presero parte alla Resistenza, di cui 35mila con le armi in mano.

Di queste, 1859 furono vittime di violenza e stupro, 4635 arrestate, torturate e condannate, 2750 deportate, 623 fucilate o cadute in azione.

Numeri importanti da sottolineare e ricordare perché di quegli anni come spesso capita, la narrazione è stata sempre al maschile. 

L’impegno femminile nella Resistenza era molto ramificato in tutti gli ambiti della lotta: dallo scontro armato, all’approvvigionamento, dall’assistenza sanitaria al trasporto di informazioni, armi e munizioni, fino all’organizzazione di scioperi e manifestazioni contro il carovita e il mercato nero.

A guerra conclusa, all’esercito delle donne italiane che presero parte alla resistenza, vennero assegnate in tutto solo 19 medaglie d’oro al valore militare, di cui 15 alla memoria.

Oggi vogliamo ringraziare e ricordare alcune di queste donne.

Ada Gobetti

Ada Gobetti fu una giornalista e traduttrice partigiana, che durante la Resistenza coordinò e diresse diverse brigate e staffette partigiane. Nel 1943 fondò Gruppi di difesa della donna (GDD): formazioni partigiane pluripartitiche, che divennero un simbolo dell’apporto femminile nella lotta al fascismo.

Ada Gobetti

Carla Capponi

Carla Capponi fu protagonista insieme al marito Rosario Bentivegna della Resistenza romana, in prima linea in molte delle azioni più significative della lotta di liberazione a Roma, tra cui l’attentato di via Rasella, che ebbe per rappresaglia il tragico eccidio delle Fosse Ardeatine. Ricevette la medaglia d’oro al valor militare nel 1943.

Carla Capponi

Jole De Cillia detta “Paola”

Jole De Cillia, nome di battaglia “Paola”, infermiera friulana che iniziò la sua attività antifascista aiutando i partigiani sloveni, per poi unirsi alle brigate Garibaldi in montagna con compiti di assistenza sanitaria e staffetta. Morì suicida insieme al compagno Giannino Bosi, il comandante “Battisti”, pur di non consegnarsi agli uomini della X Mas.

Jole De Cillia

Ondina Peteani

Ondina Peteani, fu la prima staffetta a servire i combattenti partigiani, si unì al movimento di liberazione appena diciottenne, entrando nella Brigata Proletaria dei battaglioni del Carso. Venne arrestata dalle SS a Trieste, e venne deportata ad Auschwitz nel 1944. Riuscì a salvarsi fuggendo durante un trasferimento.

Ondina Peteani

Norma Parenti

Norma Parenti, partigiana del raggruppamento “Amiata” della III Brigata Garibaldi dell’area grossetana, si prodigò assieme al marito Mario Pratelli nella raccolta di fondi, aiuti e armi per le formazioni antifasciste, dando ospitalità ai fuggiaschi ed ex prigionieri alleati. Fu tradita da uno dei tanti a cui aveva prestato aiuto, e venne uccisa dopo feroci sevizie, a soli 23 anni.

Norma Parenti

FONTI:

https://www.anpi.it/

https://www.iodonna.it/attualita/costume-e-societa/gallery/25-aprile-le-donne-della-resistenza/