La guida definitiva per diventare freelance

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Reading Time: 6 minutes

Il vostro lavoro da dipendente non vi soddisfa a pieno e sono mesi che pensate di mettervi in proprio? Siete atterrate sulla pagina giusta. 

In questa guida, infatti, proveremo a spiegarvi nel modo più esaustivo possibile cosa vuol dire essere una freelance, cosa bisogna fare per diventarlo e vantaggi vs. svantaggi della vita da freelance. Per farlo, abbiamo stretto una collaborazione con Digitazon, la piattaforma online che mette in contatto oltre 6000 talenti freelance con le aziende che cercano i loro servizi. 

Chi meglio di loro, d’altronde, per aiutarci a comprendere la totalità dell’esperienza di essere una freelance?!

 

Cosa vuol dire “Freelance”

Freelance è una parola di origine inglese utilizzata anche in italiano per identificare i liberi professionisti, ovvero coloro che lavorano per diverse aziende e/o organizzazioni senza aver alcun legame di dipendenza da esse.  

I freelance possono offrire alle aziende collaborazioni una tantum oppure a medio-lungo termine grazie alla stipulazione di appositi contratti. Le realtà che optano per i servizi dei freelance possono essere sia piccole che grandi, senza limiti di dimensione.

Normalmente, le aziende si affidano ad essi perché sono professionisti estremamente specializzati in una determinata area. Lavorando spesso nello stesso contesto è frequente per questi professionisti acquisire competenze sempre più specifiche. Così al contrario delle agenzie – per esempio – possono risultare più competitivi per alcuni tipi di iniziative. 

Possiamo dividere i liberi professionisti in due macro-categorie: coloro che lavorano online e coloro che lavorano offline. I primi sono tutti coloro che offrono servizi relativi al digitale, come per esempio i programmatori, i social media manager, i traduttori, gli scrittori e i digital marketers. I secondi, invece, sono coloro che non lavorano principalmente offline e che si occupano del progetto dall’inizio alla fine, come gli architetti, i wedding planner, i tuttofare, gli artigiani e gli addetti alle pulizie.

I vantaggi dell’essere freelance 

Come per ogni cosa in questo mondo, ci sono dei pro e dei contro della vita da freelance. Tanti si lamentano, ma tanti altri raccontano di aver rivoluzionato la propria vita grazie a questa scelta. Partiamo dal bicchiere mezzo pieno e analizziamo insieme i vantaggi di questa scelta professionale (e di vita). 

  • Sarete il capo di voi stesse

Le gerarchie non vi sono mai piaciute e preferite fare di testa vostra? La carriera da freelance vi accontenterà in questo e vi darà finalmente la possibilità di scegliere dove e quando lavorare. Questo vuol dire via libera a orari pazzi e viaggi in qualsiasi giorno dell’anno. L’unica responsabilità che avrete è consegnare quanto pattuito entro la data prestabilita. Come lo farete? Affar vostro. 

  • I guadagni saranno tutti per voi

Al secondo posto nella lista dei vantaggi della carriera da freelance, troviamo l’indipendenza economica. Mettersi in proprio, infatti, vuol dire incassare tutti i proventi (al netto delle tasse) ricevuti per un progetto: niente più contratti esorbitanti in cambio di un compenso mediocre!

  • Sì a clienti simpatici (e empatici)

Quante volte vi è capitato di lavorare per un cliente di cui non vi importava niente e con cui, magari, non andavate nemmeno d’accordo? A noi troppe. E, purtroppo, sappiamo che, se lavorate da dipendente, non si può fare niente a riguardo: bisogna comunque portare a termine il lavoro al meglio. La situazione però cambia se siete delle freelance: in questo modo sarete voi a scegliere con chi lavorare ma, soprattutto, su cosa. Ricordatevi che lavorare su qualcosa che vi appassiona vi porta a metà dell’opera. 

  • Creatività no stop

Restare competitivi nel mercato significa reinventarsi continuamente per apparire sempre sul pezzo agli occhi dei clienti potenziali. Un esempio di genio creativo in merito? Karen X, conosciuta su Instagram come @karenxcheng, che utilizza i social media come portfolio delle sue idee fuori dal comune per contenuti di grande impatto sul digitale. Tra i suoi ultimi clienti c’è anche Puma. 

  • Soddisfazioni maggiori
    Inutile girarci intorno, lavorare in proprio e nello specifico raggiungere da soli i propri obiettivi vi riempirà di orgoglio e amor proprio. Avrete la possibilità di mettere in gioco il vostro talento, la vostra ambizione e le vostre competenze per verificare se effettivamente le vostre idee sono valide sul mercato. E la gioia che proverete nel vederle prendere vita, sarà sicuramente maggiore di qualsiasi presentazione ben fatta in azienda. 

Gli svantaggi dell’essere freelance 

Dall’altro lato della medaglia, ovviamente, la carriera da freelance ha anche degli svantaggi. Ovviamente sono tutti superabili ma, a seconda del carattere di ognuna di noi, possono avere un peso più o meno specifico sulla scelta finale di intraprendere questa strada. Vediamo insieme quali sono i più citati tra gli appartenenti a questa categoria: 

  • Solitudine
    Il side-effect più importante, secondo noi, del lavoro autonomo è il rischio di sentirsi soli. Capita spesso, infatti, che alcuni freelance inizino a soffrire di solitudine a causa del poco contatto con l’esterno o con altri ipotetici membri del team. D’altronde non c’è da meravigliarsi, la pandemia causata dal Covid-19 ci ha insegnato cosa vuol dire passare tanto tempo dentro casa e lavorare in autonomia senza una rete di supporto. Per attenuare questo svantaggio, ci sono due soluzioni principali: la prima è quella di affittare una scrivania in uno spazio di co-working, come per esempio Talent Garden; la seconda invece è quella di entrare a far parte di community specifiche all’interno del quale incontrare altri professionisti e fare rete. Un esempio di community perfetta per le freelance? Digitazon, ma anche il #GRLSClub
  • Assenza di un sistema di difesa

Il grande lato positivo del lavorare in azienda è che qualsiasi criticità imprevista viene assorbita o dal reparto legale o dalle risorse umane. Lavorando in proprio questo, naturalmente, non è possibile. Di conseguenza, ogni volta che vi troverete davanti a una difficoltà, per esempio, una lettera di un avvocato o un mancato pagamento di un cliente potrebbe mettervi particolarmente in crisi. Per evitare il più possibile di trovarvi in questa situazione, vi consigliamo di: scegliere attentamente i vostri clienti e stipulare sempre un contratto di collaborazione. Anche iscriversi a un sindacato, può essere utile nel momento in cui si ha bisogno un sistema di difesa. 

  • I clienti non sono sempre puntuali

Anche nel caso in cui riusciste a lavorare solo ed esclusivamente con clienti che vi piacciono di cui vi fidate ciecamente, c’è sempre la possibilità che questi possano pagare in ritardo. Gli imprevisti purtroppo possono capitare, anche ai clienti. Per questo vi consigliamo vivamente di chiedere sempre un anticipo della cifra totale preventivata e di tenervi sempre da parte una somma di denaro da utilizzare in caso di emergenza. 

  • I clienti non arrivano da soli 

L’errore che commettono in tanti è pensare che una volta aperta la partita Iva da libero professionista, i clienti inizieranno a piovere dal cielo. Purtroppo non è così. Anzi. Se non si ha la fortuna di avere già molti contatti, raccolti tramite amici e parenti o durante gli anni in azienda, è molto difficile trovare persone disposte a pagarvi per i vostri servizi. Come risolvere questo problema? Se lavorate con il digitale, vi consigliamo vivamente di iscrivervi a Digitazon, la piattaforma online che mette in contatto talenti e aziende. 

  • Successo = costanza + coerenza + organizzazione

Non si tratta di un vero e proprio svantaggio, quanto di un avvertimento. Per riuscire ad ottenere dei risultati soddisfacenti grazie alla propria carriera da freelance, è fondamentale essere costanti, coerenti e super organizzati nel proprio lavoro. Se non siete persone particolarmente precise, niente panico, esistono tante app in grado di aiutarvi; tutto ciò che vi serve è la forza di volontà! 

 

Cosa fare per diventare freelance 

La burocrazia per diventare lavoratore autonomo varia da paese a paese. Noi prenderemo ad esempio l’Italia e le pietre miliari da affrontare per diventare a tutti gli effetti una libera professionista. 

  • Definire legalmente e fiscalmente la vostra attività

In Italia chiunque voglia intraprendere un’attività remunerativa in autonomia deve obbligatoriamente registrarsi all’Agenzia delle Entrate. Le forme giuridiche con cui registrarsi possono essere diverse: dalla ditta individuale alla società di capitali o di persone (srl, srls, coop ecc). Ogni forma giuridica corrisponde a un diverso trattamento a livello fiscale, ovvero a diverse tasse da pagare. È importante scegliere attentamente in questa fase, per non fare errori e non finire con il pagare troppe tasse solo per accontentare un desiderio personale. Per questo vi consigliamo vivamente di farvi aiutare da uno specialista. 

  • Trovare il commercialista giusto

Lavorare in autonomia vuol dire anche pagare le tasse in autonomia e vi assicuriamo che non è sempre facilissimo. Importantissimo è avere un sistema ordinato e metodico per creare le fatture, archiviarle e calcolare eventualmente le tasse in anticipo così da non trovarsi davanti a una brutta sorpresa nel momento in cui dovrete effettuare la dichiarazione dei redditi. Per avere un’idea più approfondita di cosa stiamo parlando, vi consigliamo questo articolo realizzato in partnership con Fiscozen. 

  • Prepararsi agli imprevisti 

Come abbiamo già avuto modo di precisare, lavorare come libero professionista significa non avere una rete di supporto né di difesa. Per questo potrebbe essere una buona idea, se ve lo potete permettere, di stipulare un’assicurazione per i freelance che vi possa aiutare in caso di necessità.

  • Imparare le basi del diritto commerciale

Non avendo un dipartimento legale tutto per voi, pronto a occuparsi della stipula di tutti i contratti per i clienti è fondamentale che voi impariate a scrivervi i contratti da sole. E lavorare senza contratto è fuori discussione. Purtroppo, più spesso del dovuto, alcune realtà si approfittano dei freelance specialmente se sono giovani. Per evitare questo tipo di problemi è obbligatorio muoversi sempre e solo dopo aver ricevuto un contratto firmato. 

  • Decidere se aprire un conto dedicato

Non sottovalutate mai le finanze. Per un business sano e sostenibile, bisogna che i conti siano in ordine (e in positivo!). Per farlo, tanti trovano utile separare il conto personale da quello professionale. 

🚨 Usate questo link per accedere gratuitamente a Digitazon! 🚨

Avete tempo fino al 21 giugno per registrarvi e provare la piattaforma.

Avete domande su come iniziare la vostra carriera da freelancer?

  • Scriveteci su Instagram, e cercheremo di rispondere a tutti i vostri dubbi nei prossimi articoli;
  • Leggete tutte le risorse su Digitazon.