Abbiamo incontrato Chiara Cascella, Founder di Espressoh

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Un trucco naturale, leggero, super glow: Espressoh è tutto quello che cercavamo negli anni degli ombretti glitterati e dei rossetti troppo carichi.

Così, da un’idea di branding forte e unica, dalla scelta di creare un prodotto indie e cruelty free e con un aroma inconfondibile inizia la storia di Espressoh, e della sua Founder Chiara Cascella, che abbiamo deciso di raccontarvi oggi. 

Come? Chiedendo direttamente a lei come si è sviluppata questa storia di intuizioni e scelte coraggiose. 

1. Raccontaci qualcosa di te: quanti anni hai, dove hai studiato e dove vivi?

Ho trent’anni, ho studiato a Milano in Bocconi e fatto sei mesi di Exchange Program a Singapore. Attualmente vivo tra Milano e Pescara, che è la mia città d’origine.

2. Qual è stata la tua prima esperienza di lavoro? 

La mia primissima esperienza di lavoro è stato uno stage in un fondo di private equity, dove ho capito che la finanza non era il mio mondo. Invece, dopo uno stage di sei mesi, la prima esperienza lavoro con un contratto è stata come Marketing Product Manager in L’Oréal Italia.

3. Cosa ne sapevi di trucchi quando hai iniziato a lavorare per L’Oréal? 

Nulla, 0! A parte aver ricevuto delle trousse di Pupa quando avevo dai dodici ai quindici anni… questo era il mio knowledge sul mondo del make-up.

4. Come è andato il tuo primo colloquio ? Ce lo racconti?

Il mio primo colloquio in L’Oréal è andato bene. Quella che poi sarebbe diventata la mia prima capa, Elena, mi chiese di nominare i principali player del mercato italiano nel mondo del make-up e io risposi “Revlon” perché avevo questa idea in testa… allora dopo due minuti mi mise davanti le quote di mercato e Revlon era l’ultimo, non compariva quasi, aveva una market share bassissima. Però credo che poi sia andata a sintonia! 

5. Che cosa facevi in L’Oreal? Su quale prodotto hai lavorato?

In L’Oréal Italia lavoravo nel team marketing come Product Manager per la categoria make-up, poi sono stata trasferita a Parigi dove mi sono occupata del marketing internazionale, sullo sviluppo prodotto sempre nella categoria make up, in particolare sui mascara e gli ombretti. L’ultimo progetto a cui ho lavorato è stato lo sviluppo del mascara Lash Paradise.

6. Da due anni hai fondato Espressoh, una linea di make up che…

… Vuole riportate semplicità nel mondo del make-up con prodotti smart, ovvero facili, rapidi da utilizzare e multifunzione per un look che è sempre autentico e anche di carattere.

7. Da dove nasce l’idea di Espressoh?

L’idea di Espressoh è ispirata a un caffè espresso che, appunto, è semplice, rapido e super powerful. Una routine facile, veloce, ma con un risultato di impatto. 

8. Ma imprenditrici si nasce o si diventa?

Un po’ tutte e due le cose. Secondo me si nasce con il carattere da imprenditrice, per esempio la propensione al rischio, quindi al non aver paura di buttarsi, di rischiare. Ci si diventa, anche, perché comunque è un percorso di consapevolezza, di esperienza pratica, quindi diciamo che è un mix delle due.

9. Chi ha creduto per primo in te e in Espressoh? Com’è lavorare con tuo marito?

Allor,a il primo che ha creduto in me e nel progetto è stato proprio mio marito, allora mio fidanzato, che mi ha detto “Si, lascia tutto: go!”. Lui all’epoca lavorava in un fondo di investimenti e conosceva il mercato del beauty perché studiava degli investimenti in questo ambito. E com’è lavorare con mio marito? Easy. Siamo allineati su quella che è la strategia dell’azienda e poi abbiamo compiti diversi: io mi occupo del marketing, dello sviluppo prodotto, della comunicazione, lui si occupa di tutta la parte più di numeri, quindi di conto economico, amministrazione e finance.

10. Con quali fondi sei partita? Cercare e farsi dare i finaziamenti è stata la parte più difficile del business?

Siamo partiti con un mix di fondi personali e un finanziamento da parte di Invitalia, che è un ente che garantisce finanziamenti alle startup e alle giovani imprese. Non è stato complicatissimo arrivare al finanziamento, però tutta la parte burocratica non è stata semplice. E spiegare ad un ente del genere e raccontare questo progetto, insolito rispetto a quelli a cui sono abituati, quindi farlo accettare e passare è stato abbastanza challenging. 

11. Sei un’amante dei tatuaggi, ce n’è uno che racconta l’avventura di Espressoh?

Si, sono un’amante dei tatuaggi. Non ce n’è uno che racconta tutta l’avventura di Espressoh mane ho uno che ho fatto quando ho lasciato il mio lavoro in L’Oréal: un ferro di cavallo porta-fortuna con scritto “Ride”, l’ho fatto a Parigi. 

12. Qual è lo sbaglio più grande che hai fatto finora? E quello che hai paura di fare?

Lo sbaglio più grande che ho fatto finora è stato non aver avuto la completa fiducia in me stessa in alcuni ambiti e occasioni, quindi essermi fidata totalmente di altri che pensavo avessero più conoscenze di me, per poi rendermi conto che le nostre conoscenze erano al pari o addirittura ne sapevo più io. Quindi ok essere umili, ma siccome il business è mio devo avere più fiducia in me stessa anche in quelle aree in cui non sono super specializzata. Lo sbaglio che ho paura di fare domani… non lo so, di sbagli ce ne sono sempre, ma non ho paura di sbagliare. Quel che sarà, sarà.

13. Ti trucchi sempre? Che trucco porti ora?

Si, mi trucco sempre, non esco mai senza: ABC, sulle occhiaie, sui brufoletti e sulle macchie e Glassy. In questo momento ho anche il mascara e Spritzy della palette SWEETandSour. E ho anche due prodotti che sono top secret perché usciranno l’anno prossimo.

14. Stai per lanciare qualche nuovo prodotto?

Si, sono previsti dei nuovi prodotti, però la prossima uscita è per marzo 2021: non posso rivelarla, ma posso dire che è il prodotto da me più usato in assoluto.

15. Cosa ne pensi dell’influencer marketing?

L’influencer marketing lo trovo utilissimo per i brand, sia per fare awareness, che per fare advocacy, che per convertire. Trovo che sia cambiato negli ultimi anni, quindi fare la foto con il prodotto e dire “Questo è il blush di Espressoh” non funziona più e non serve a nulla. Sono da valorizzare quegli influencer che creano dei contenuti di sostanza, unici, autentici, con il proprio stile, che creino valore aggiunto al brand e lo sappiano raccontare alle proprie community. 

16. E delle community, invece?

Le community sono sicuramente lo strumento di marketing più solido, più forte, più potente che c’è. Non si possono controllare più di tanto, quindi quando un brand riesce ad avere una community solida, affezionata, leale ha un bel vantaggio. 

17. Come e dove vedi il futuro di Espressoh?

Il futuro di Espressoh… spero di vedere il brand conosciuto anche all’estero e di portare questa italianità, questo Made in Italy giovane, fresco, cool all’estero. Spero negli Stati Uniti come next step. 

18. E quello di Chiara, invece?

Il futuro di Chiara sicuramente in Italia, nel dettaglio non so perché non mi piace fare piani né a medio né a lungo termine. 

19. Un desiderio per il 2021?

Ricominciare a viaggiare. Sicuramente mete calde, perché io amo il mare, il caldo. Vorrei tornare in Messico a surfare, vorrei andare per la prima volta in Sri Lanka, mi piacerebbe tornare negli Stati Uniti, NY e LA, e poi in nei miei posti del cuore in Europa. Nel sud del Portogallo, a Sagres, alle Canarie e a Fuerteventura.

Abbiamo chiesto a Chiara di consigliarci cinque persone che la ispirano su Instagram, scopritele su GRLS.it