Il coding è una cosa per donne

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sfatiamo gli stereotipi alla base del gender gap nel Tech

Le generazioni precedenti (dai Baby Boomer in sù) sono cresciute con la convinzione che le ragazze – e quindi le donne – fossero predisposte ai lavori di cura e alle materie umanistiche. Due ambiti molto precisi che simboleggiano le basi del patriarcato. 

Questa retorica, tra le altre cose, ha influito sul fatto che pochissime bambine e ragazze si sono avvicinate negli anni alle materie STEM (acronimo inglese di Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

E nonostante i tentativi contrari degli ultimi anni, l’ONU ha comunque sottolineato di recente il persistere di un considerevole divario occupazionale su base di genere in ambito ICT su scala globale: soltanto il 30% dei professionisti nella tecnologia è donna.

Il Gender Gap nel mondo Tech

La diseguaglianza in ambito STEM si percepisce già nelle scelte di ragazze e ragazzi relative ai corsi universitari. 

Sul totale dei laureati STEM in Europa, circa 1 su 3 è donna*. Mentre, in Italia, tra i laureati STEM il 60% è uomo, il 40% è donna (Women in Digital Scoreboard 2021, Almalaurea). 

Ma il gender gap aumenta se si guarda più nello specifico al tech: circa il 16% delle ragazze

italiane scelgono di dedicarsi a un percorso di studi ICT, contro il 34% dei ragazzi.

A causa anche a questi dati, l’Italia si è posizionata al 63esimo posto per il Gender Gap Index (2021). 

😭😭

Perché esiste ancora questo gap nel mondo STEM

Secondo le vecchie generazioni, e chiunque creda ai luoghi comuni – in questo caso che gli uomini sono più inclini alle discipline tecnico-scientifiche – viene naturale pensare che le donne siano naturalmente più portate per le materie umanistiche. Come abbiamo visto anche all’inizio.

Spoiler: NON è vero! 

Per fortuna, i giovani accolgono questa affermazione con scetticismo: il 62% non crede che i ragazzi siano necessariamente più portati alle materie tech delle ragazze. E il dato sale al 69% tra le donne.

Dal lato delle aziende, invece, 8 imprese su 10 dichiarano che uomo o donna non fa alcuna differenza nei processi di selezione per queste posizioni. Ma su questo non possiamo contarci, dato che comunque i bias sopravvivono alla visione aziendale. 

Fonte: Osservatorio SWG-Epicode 2022

Il mondo Tech: un settore meritocratico

Fortunatamente più che in altri settori nel tech contano solo le competenze: basta averle. 

L’industria Tech è un settore meritocratico, che scardina i vecchi pregiudizi: il 66% degli intervistati ritiene che il tech e il digital contribuiranno più dei settori tradizionali ad accompagnare il mercato del lavoro verso la parità di genere. 

Per questo è fondamentale renderne le competenze sempre più accessibili e diffuse.

Fonte: Osservatorio SWG-Epicode 2022

Nuove opportunità di formazione

Con il crescere dell’industria Tech, crescono anche le offerte di lavoro e, di conseguenza, le opportunità di formazione. 

Grazie a realtà come Epicode, che offre corsi brevi ma intensi da remoto per formare le figure professionali più richieste nel mondo tech come developers, data scientist ed esperti di cybersecurity, ci sono sempre più opportunità in questo settore che – a differenza di tanti altri – rende il mondo del lavoro italiano un po’ meno immobile. 

Vorresti lavorare nel mondo Tech, acquisire competenze in merito o progettare un cambio di lavoro e quindi professione? Scopri il mondo di Epicode, il partner grazie al quale abbiamo realizzato questo articolo.