GRLSClub: Silvia D’Alessandra di Futura Care

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Silvia D’Alessandra si definisce uno spirito nomade, ed è proprio questo spirito che l’ha portata a lasciare la sua Como a 19 anni passando da Londra per arrivare a conquistare una seconda borsa di studio a Parigi, città che le ha permesso di “fermarsi” e concentrarsi sul lancio di Futura Care.

Oggi vi parliamo della storia di Silvia, una giovane donna che oggi si impiega a sbloccare l’universo ormonale per renderlo più accessibile. Silvia fa anche parte del nostro GRLSClub.

 

Ciao Silvia, parlaci di te. Chi sei, cosa fai e qual è stato il tuo percorso?

Ciao a tutt*! Questa domanda è sempre una delle più complicate per me. Non perché io sia una persona introversa, tutt’altro, ma parlare di se stessi è un po’ come donare una parte di noi, e che si fa se il regalo non è gradito o è sbagliato?

Anyway, sono Silvia, 26 anni, nata e cresciuta in Italia, ma con uno spirito nomade sin da bambina. Como, la città di dove sono originaria, mi ha sempre dato l’impressione di essere una realtà piccola e un po’ chiusa, soprattutto per i miei sogni di sviluppo personale e professionale, e così a 19 anni, grazie ad una borsa di studio, mi sono trasferita a Londra dove mi sono laureata in economia internazionale con un major in management e un minor in finanza.

All’università sfruttavo al massimo le ore di lezione frontale , e il resto del tempo lavoravo per mantenermi. Eventi, ristoranti, negozi.. You name it. Qualsiasi cosa pur di far quadrare i conti alla fine del mese. Complice un’agenda molto fitta, e il mio desiderio di laurearmi in 2 anni, la mia esperienza a Londra è stata intensissima. Eppure, rifarei tutto da capo. 

Londra è stata la mia prima casa lontana da casa. Dopo Londra, un’altra borsa di studio mi ha portata a Parigi, dove ho conseguito un master in Luxury Management. I quegli anni, vedevo la mia vita professionale svilupparsi nel mondo del lusso, e Parigi mi sembrava the place to be. 

Quando sono arrivata a Parigi alla fine del 2017 non parlavo una parola di francese e questo handicap linguistico ha avuto un impatto molto negativo sul primo anno tanto da decidere di lasciare la ville lumière

Ma, c’è sempre un ma, e gettare la spugna sarebbe stato un grosso fallimento. Prima della fine del mio master ho iniziato a lavorare per una piccola marca creatrice a Parigi, e dopo circa un anno è cominciata la mia avventura con uno dei brand più influenti dell’universo del lusso. Nel frattempo ho iniziato a parlare francese. 

Questa esperienza ha avuto un enorme peso sulla mia crescita professionale. Ho incontrato professionisti da tutto il mondo, persone incredibili, creativi eccezionali. Insieme abbiamo sviluppato alcuni dei progetti più belli della maison, abbiamo visto le nostre creazioni essere portate in tutto il mondo. Ho imparato tantissimo, e non solo professionalmente. 

La mia crescita come individuo è stata esponenziale, ho conosciuto persone che fanno ancora parte della mia vita e che oggi chiamo orgogliosamente amici. E soprattutto ho capito quali fossero le cose importanti per me. E proprio questa comprensione e questa nuova consapevolezza mi hanno portato, dopo due anni, a lasciare un team splendido e una bellissima realtà per intraprendere una nuova sfida, saltare nuovamente nel vuoto per inseguire un sogno. 

Oggi sono la fiera fondatrice di Futura Care, una Startup Femtech che ha come scopo quello di sbloccare il potenziale nascosto di tutte le donne.. attraverso un viaggio di conoscenza di sé che parte, pensate un po’, dagli ormoni. 

“Quando penso che 8 donne su 10 soffrono giornalmente dei sintomi legati alle variazioni ormonali e che ad oggi c’è ancora poca informazione sull’argomento e ancora meno disponibilità di soluzioni tangibili, mi dico che è il momento di fare qualcosa.”

Raccontaci di Futura Care: che cos’è e cosa ti ha spinto a creare questo progetto?

Futura Care nasce da un momento di vita vissuta. Nasce da un’esigenza, la mia, di garantire un’esistenza più serena a una delle persone più importanti della mia vita. 

Jessica, la mia migliore amica, lotta contro l’invecchiamento del suo corpo legato ad una menopausa estremamente prematura. Questa condizione è stata sviluppata a casa di uno squilibrio ormonale particolarmente forte che ha cominciato a colpirla all’inizio della pubertà. 

Futura Care è una Startup Femtech che sviluppa una tecnologia di monitoraggio ormonale per le donne. Questa tecnologia permette di seguire e controllare il comportamento degli ormoni nel corpo, in tempo reale e nella comodità delle nostre case.

La soluzione è composta da un patch discreto ed indolore, e da un applicazione mobile grazie alla quale è possibile accedere ai risultati dell’analisi, a una lista dei potenziali sintomi derivati dal nostro status ormonale, e una serie di suggerimenti per poter ridurre la severità di questi sintomi. 

L’app è uno spazio dedicato alla salute ormonale di una donna a 360° ed è completata da un blog, un forum e una live chat con alcuni professionisti ed esperti del settore. 

“Vorrei che Futura Care potesse dare alle donne una nuova consapevolezza e una nuova sicurezza in loro stesse. Credo fermamente che non ci sia nulla di più sexy e potente di una donna che ha sicurezza in sé stessa.”

Avete da poco concluso una campagna di crowdfunding: come è andata questa esperienza? 

Sinceramente? Una delle esperienze più intense della mia vita! Dopo 40 giorni di campagna mi sono detta che avrei avuto bisogno di 40 giorni di vacanze per riprendermi. 

Il crowdfunding unisce gli elementi della maratone con quelli delle montagne russe. La campagna in sé ha una durata limitata ma c’è un enorme tempo di preparazione prima del lancio, e l’avventura continua anche quando il sipario si chiude perché bisogna adempiere alle promesse fatte alle persone che hanno creduto nel processo e hanno deciso di sostenerlo. 

Il risultato è stato positivo, sia per quanto riguarda il raggiungimento dell’obiettivo che per quanto riguarda i feedback che abbiamo ricevuto. 

Per quanto ci credessimo e ci sperassimo, avevamo paura di non raggiungere il 100%, e il fatto di riuscire a superarlo ci ha riempiti di orgoglio e di gioia. Ancora ora, a ormai un mese di distanza dalla fine della campagna, ci sono ancora persone che ci contattano per poter partecipare alla campagna, nonostante sia finita.

 

Cosa consigli a chi vuole lanciare un proprio crowdfunding? Quali sono gli elementi indispensabili per riuscire a raggiungere gli obiettivi?

Pianificare, pianificare, pianificare. 

Comunicare, comunicare, comunicare. 

Penso che queste due siano le chiavi per la riuscita di una campagna di crowdfunding.  Un’altra cosa da considerare è la prontezza e le recettività del nostro network. 

Quando pensiamo all’ecosistema startup e finanziamento partecipativo, ci sono dei paesi più pronti di altri. La nostra campagna è stata lanciata in tre lingue: inglese, francese e italiano, con lo scopo di raggiungere più persone possibile. Il traffico sulla pagina italiana è stato molto inferiore rispetto al traffico sulla pagina inglese o ancora su quella francese. Questo perché, quello del finanziamento partecipativo, è un metodo di finanziamento poco conosciuto e poco diffuso in Italia. Tantissime persone lo associano ad azioni caritatevoli o all’idea di regalare del denaro. 

Nei paesi anglofoni, e soprattutto in Francia, tantissime startup sono riuscite a lanciarsi proprio grazie al successo delle loro campagne che, non sono hanno garantito loro dei finanziamenti, ma hanno contributo allo sviluppo della visibilità del brand e di una comunità intorno ad esso. 

Tornando alla domanda principale è estremamente importante pianificare le azioni da svolgere prima, durante e dopo il lancio della campagna con una precisione quasi chirurgica: dallo sviluppo dei contenuti, comunicazione, partnership, alle attivazioni. Una volta che la parte di pianificazione è fatta, l’esecuzione sarà molto più fluida ed efficace.

Lo stress durante la campagna è veramente altissimo, e la pianificazione ci permette di rimanere lucidi.  Una volta lanciata la campagna, è importante seguire l’attivazione per fasce di prossimità: le prime persone a sollecitare, sono quelle che fanno parte della nostra cerchia ristretta. Familiari, amici, colleghi, loro sono le prime persone che contribuiranno, e grazie a loro l’obiettivo è di raggiungere almeno il 30% dell’obiettivo nelle prime 72h. 

Il secondo step sono i famosi amici di amici, ovvero persone che non ci conoscono direttamente che sentiranno parlare di noi da persone che abbiamo in comune. 

La terza fase include tutte le persone che potrebbero essere interessate per un motivo o per un altro alla nostra campagna, e per raggiungerle la parola d’ordine è: SPAMMARE. 

L’obiettivo è far circolare la campagna il più possibile, e fare in modo che si crei un buzz intorno ad essa.

 

Parliamo di Fem Tech: è stato difficile far capire la tua idea? 

E ancora difficile far capire la mia idea (rido). In un certo senso trovo che sia un po’ la lama a doppio taglio della Fem Tech. 

L’universo Fem Tech è molto recente, il termine è stato coniato da Ida Tin, la fondatrice dell’app Clue, nel 2016 durante un convegno tech negli Stati Uniti dove venivano presentate le ultime tecnologie che si corso di sviluppo in diversi ambiti. Circondata da attori della Fintech, Medtech, Cleantech, Foodtech, si è trovata a non rientrare in nessuna casella o classificazione, tanto da sentire il bisogno di coniare un termine che potesse rappresentare quello che era il suo progetto. Ad oggi la Fem Tech indica tutte quelle aziende che mettono la tecnologia a disposizione del benessere della donna, e il campo d’azione è veramente immenso. 

Può essere definito un oceano blu, le possibilità di business sono infinite e il target è rappresentato da metà della popolazione mondiale. Parliamo quindi di un mercato che può avere un’evoluzione esponenziale, e per il quale ci si aspetta una crescita fino a 75 miliardi di dollari entro il 2026. 

Questa digressione per dire che, tanti dei progetti che si sono sviluppati negli ultimi anni e che si sviluppano oggi, propongono dei servizi e/o dei prodotti che non sono mai esistiti prima. La difficoltà non è solo dal punto di vista dello sviluppo in sé, ma comprende anche una fortissima componente di educazione del cliente finale che le aziende devono fare. 

Questo riguarda anche Futura Care. Nel nostro caso specifico, sviluppiamo una tecnologia unica nel suo genere che risponde ad un bisogno tangibile che però, fino ad oggi, è stato nascosto sotto al famoso tappeto dove nascondiamo tutte le cose che non ci piacciono. 

Le nostre bisnonne, le nostre nonne, le nostre mamme, sono tutte cresciute subendo i sintomi delle variazioni ormonali, solo che invece di trovare una soluzione per poter ridurre questi sintomi, hanno imparato a vivere insieme a loro, in quanto il dolore e il malessere legati al funzionamento fisiologico del corpo di una donna, sono sempre stati considerati come normali, e appunto fisiologici, per la donna stessa. 

“Oggi, nel 2021, mi dico che no, non è normale stare male perché il mio corpo funziona così, e mi dico soprattutto che abbiamo tutti i mezzi e le conoscenze per poter invertire questa tendenza.”

Da chi è composto il tuo team? 

Sono una Solo-Founder, ovvero ho deciso di fondare Futura da sola. Questo rende sicuramente il percorso un po’ più tortuoso, ma sono molto legata ai miei valori e credo fortemente nelle energie, il ché non mi permette di legarmi professionalmente (e non) con facilità ad altre persone. Futura Care non poteva aspettare che io trovassi il co-founder giusto, e quindi ho deciso di lanciarmi da sola in questa avventura. 

Tuttavia ho incontrato delle persone splendide quando Futura Care era ancora una piccola creaturina, che oggi mi accompagnano nello sviluppo della startup. 

Ad oggi svolgo il ruolo di CEO, CFO, CMO, Content Creator e chi più ne ha più ne metta (aggiusto la stampante, preparo il caffé …), ma sono circondata da altri founders che hanno avuto e hanno tutt’ora esperienza di diversi ambiti e che mi indirizzano e sostengono la crescita di Futura Care

Speriamo di poter avere prestissimo un team che possa far parte di questa bella avventura insieme a noi.

Se potessi tornare indietro, cosa faresti diversamente?

Cercherei di essere meno considerata e molto più sfacciata. 

Tante volte ho procrastinato sulle cose per paura di ricevere un no. Il fallimento è ancora una delle mie più grandi paure, nonostante sia una grandissima amante del rischio (contraddizione vivente!). 

So che è una cosa su cui devo lavorare e sulla quale sto lavorando, ma conosco bene la teoria. Quando decidiamo di non procedere per paura di ricevere no, ci costringiamo a rimanere fermi in un punto. Dovessimo ricevere un no, riceveremmo la spinta per rivalutare le cose e cambiare direzione. Qualora fosse un sì, beh sarebbe un sì! 

Ci puoi svelare progetti futuri o lanci?

Sono stati 8 mesi caldissimi. Lanciare una startup equivale veramente a mettere al mondo una creatura. Ogni giorno è una scoperta… i primi movimenti, la prima pappa, le prime parole, i primi passi. 

Abbiamo appena firmato un contratto con un laboratorio di ricerca, che ci accompagnerà dal punto di vista scientifico durante lo sviluppo della nostra soluzione. 

Lavoriamo da diversi mesi alla costruzione dell’app, e saremo in grado di rendere disponibile una versione beta nei prossimi mesi. Non vediamo l’ora di farla provare a quante più donne possibile, ricevere i loro feedback e continuare a sviluppare un utensile che diventi parte integrante, e fedele compagno, della vita di tutte noi. 

Per quanto riguarda il patch, che potrebbe trasformarsi in un altro dispositivo (info top secret), ci vorrà un po’ più di tempo, ma non tarderà ad arrivare. 

Nel frattempo, continuo a coltivare la nostra community su Instagram ma anche su Facebook, Twitter e LinkedIn (@futura_care) e mi diverto con il nostro podcast “The F World”. Ho sempre voluto lavorare in radio e raccontare storie, il podcast mi permette di farlo! Abbiamo dei super episodi che usciranno a settembre, e alcune ragazze di GRLS.it saranno le protagoniste, quindi non perdetevi i prossimi episodi che saranno disponibili su Spotify, Apple Podcast e tutte le altre piattaforme di streaming (e via con i commenti e le stelline su Apple Podcast). 

Penso che sia tutto! Grazie di cuore a tutto il team di GRLS.it per il lavoro magnifico che fanno e per la community che stanno creando, il cui valore è inestimabile.

Il sito di Futura Care
https://www.futura.care/

Il profilo Instagram di Futura Care
https://www.instagram.com/futura_care/

Il profilo Instagram di Silvia
https://www.instagram.com/ssilviadalessandra/

“The F Word” su Spotify e Apple Podcast