Gigliola Staffilani: quando la matematica si tinge di rosa

Share on facebook
Share on google
Share on twitter
Share on linkedin
Reading Time: 2 minutes

Ognuna di noi, immagino abbia una donna a cui ispirarsi, un personaggio il cui percorso professionale è un modello da seguire. 

Ecco, credo che la donna che oggi stia ispirando molte giovani appassionate di matematica e scienza, sia Gigliola Staffilani.

Non la conoscete? Per chi non lo sapesse,  Gigliola Staffiani, classe 66, abruzzese di nascita, qualche settimana fa è stata eletta membro dell’Accademia Nazionale Americana delle Scienze, uno dei più prestigiosi riconoscimenti che possano essere attribuiti ad uno scienziato in America e nel mondo!

Ma chi è Gigliola Staffiani? Conosciamola meglio.

Originaria di Martinsicuro in Abruzzo, a 10 anni perde il padre per un brutto male. Dopo questa grave perdita, la madre decide di non mandarla più a scuola ma grazie al  fratello, che convince la madre, Gigliola torna a scuola e si appassiona alla matematica. 

In un’intervista ha detto “per superare la morte di mio padre, mi sono buttata a capofitto nella matematica e nella risoluzione di problemi sempre più complessi”. 

Si laurea in matematica all’Università di Bologna nel 1989.
Dopo la laurea, spronata da un suo professore, decide di andare a Chicago con un visto da studente temporaneo. 

Dopo varie vicissitudini, grazie ad un assegno di $1500, riesce ad immatricolarsi. Successivamente studia all’Institute for Advanced Study, alla Stanford University e alla Princeton University.

Nel 1999 ottiene la cattedra a Stanford dove incontra il marito (anch’egli professore di matematica).

Nel 2006 diviene la seconda professoressa della storia ad ottenere una cattedra di matematica al MIT (Massachusetts Institute of Technology), nonché la prima italiana. Questo le consente di collaborare con grandi nomi del mondo delle scienze come Tao, Colliander, Keel e Takaoka. 

Nel corso della sua carriera, Gigliola ha ricevuto numerosi riconoscimenti importanti, ma tra tutti quelli ricevuti, ha dichiarato che essere stata eletta membro dell’American Academy of Arts and Sciences la fa sentire “parte di un organismo che fa la storia, dove c’è la possibilità di discutere nuove direzioni per l’insegnamento e tutto questo potrà un giorno influenzare molte persone” ha poi aggiunto “così facendo mi sembra di ridare indietro qualcosa che ho ricevuto”. 

Una donna straordinaria, grande studiosa che ancora una volta per affermarsi ha dovuto abbandonare l’Italia. 

A tale proposito Gigliola ha dichiarato che facendo un confronto tra Italia e Stati Uniti, è credenza comune che per le donne sia difficile riuscire in matematica e quindi assolutamente normale che esse incontrino difficoltà, ma la vera differenza tra Italia e America è di altro genere.  

In un’intervista ha affermato che in Italia ci sono molti matematici stimati, ma mancano i finanziamenti per condurre ricerche ed esperimenti mentre negli Stati Uniti invece ci sono molti finanziamenti, quindi si è più spronati a fare ricerche e ad ottenere risultati.

Il problema del gender gap nell’ambito matematico è una delle tante vittorie che Gigliola vorrebbe vincere e ha raccontato di aver iniziato ad organizzare incontri speciali, che si svolgono all’ora di pranzo, al MIT,  in cui donne, che lavorano nell’ambito industriale e accademico e che si occupano di matematica, vengono invitate per raccontare le proprie storie di successi e di difficoltà, sperando che dalle loro parole e dalle loro esperienze, una nuova di generazione di “Gigliolas” possa crescere e prendere sempre più piede.