Frasi che tendiamo a dire sul lavoro

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…e che dobbiamo eliminare subito.

Quanto quello che diciamo influisce sulla percezione che gli altri hanno di noi?

Scopriamo insieme perché un leggero cambiamento linguistico può aiutarci in un ambiente sempre più competitivo come quello del luogo di lavoro.

Siamo esseri comunicativi, ma spesso non siamo consci del modo in cui veicoliamo i nostri messaggi. 

Quello che diciamo ci rappresenta come persone agli occhi degli altri; possiamo apparire autorevoli e determinati o al contrario deboli e insicuri solo attraverso le parole che pronunciamo.

Sul posto di lavoro, forse più che in ogni altra interazione sociale, è fondamentale comunicare nel modo più corretto per essere riconosciuti come persone meritevoli di rispetto. E questo vale per gli uomini come per le donne!. 

Quindi pensiamo a come ci potremmo  presentare come persone determinate e sicure delle proprie capacità partendo da alcune frasi che vanno eliminate dal nostro vocabolario.

 

Le frasi da eliminare:

  • Scusi il disturbo 

Lo sappiamo, questa è una frase che tendiamo ad utilizzare tutti e tutte.  

Ma quello che non capiamo è che ci pone immediatamente in una condizione di svantaggio. Inconsciamente il destinatario è portato a pensare: “Sì, mi stai proprio disturbando” e le parole che seguono le scuse perdono subito d’importanza. 

Piuttosto che scusarci, dobbiamo iniziare a ringraziare.

La gratitudine è attiva: siamo noi a ringraziare per il tempo, per l’attenzione, per l’opportunità.

Le scuse invece sono passive e, il più delle volte, del tutto non necessarie.

Non si tratta di eliminare la frase “mi scusi” dal nostro vocabolario -è giusto, infatti, chiedere scusa se si è arrecato qualche danno all’interlocutore- ma di utilizzarla solo quando è veramente necessario. 

  • Non sono un’espert*, ma…

Questa frase ha l’effetto di indebolire la nostra posizione ancora prima di esprimere la nostra opinione. 

Stiamo dichiarando di non avere competenza in materia e implicitamente di non essere le persone adatte a parlare di quel determinato argomento.

Non c’è nessun motivo per sottostimarsi in questo modo.
Il posto di lavoro è un luogo adatto per mettersi in gioco e imparare ogni giorno. 

Nessuno si aspetta che siate preparati su ogni argomento, pensate invece che se qualcuno sta chiedendo la vostra opinione è perché ha fiducia nelle vostre capacità. 

Inoltre, un parere dato da una persona non del tutto esperta in quella materia può dare una prospettiva nuova sulle cose ed essere una fonte di arricchimento per tutto il gruppo.  

  • Dici che ha senso?

Questa frase viene pronunciata con buone intenzioni: abbiamo appena espresso un’idea e vogliamo assicurarci di essere stati chiari ed esaustivi.

Ma il problema è che porta con sé il messaggio che nemmeno voi siete convinti di quello che avete detto. Vi fa sembrare poco convinti e bisognosi di approvazione.

La vostra opinione certo non vale meno di quella degli altri e occorre quindi avere sempre una conversazione alla pari. 

Sostituiamo questa domanda con Cosa ne pensi? oppure Sarei felice di ricevere un vostro feedback a riguardo.  

  • Posso fare una domanda stupida?

Ce lo ripetono fin dalle scuole elementari, non esistono domande stupide.

Questa frase genera negli altri l’idea che abbiamo bisogno di un preventivo permesso per poter dire quello che pensiamo. 

Al contrario, iniziate a parlare direttamente ed esprimete con fierezza le vostre idee e fate domande, le domande sono sempre ben accette e portano la conversazioni ad un piano più approfondito. 

Tutte le frasi sopra riportate appartengono a quello che gli inglesi chiamano hedging language: un insieme di parole che utilizziamo per rendere le nostre affermazioni meno forti e dirette.

Non si tratta esattamente di scuse, dunque, ma parole che inseriamo nelle nostre frasi con l’obiettivo di non apparire troppo presuntuosi agli occhi degli altri.

L’impulso di scusarci  sempre potrebbe avere delle radici che affondano nella nostra infanzia.

Fin da piccoli, infatti, ci insegnano a chiedere scusa come una forma di cortesia, tant’è che abbiamo assimilato lo scusarsi come un segno di rispetto.

Ma in un ambito lavorativo troppe scuse possono apparire come un segno di debolezza e mancanza di autostima.

Vediamo quali sono i principali motivi per cui ci scusiamo:

  • Vogliamo piacere agli altri: Vogliamo essere considerati gentili ed educati. Ci preoccupiamo molto di quello che le altre persone pensano di noi e riempiamo le nostre frasi di hedging language per non essere considerati arroganti.  
  • Abbiamo una bassa autostima: Abbiamo una bassa considerazione di noi stessi e ci preoccupiamo se quello che stiamo facendo sia sbagliato, se stiamo causando problemi o stiamo dando fastidio. Come risultato, ci scusiamo anche senza colpa.  
  • Siamo dei perfezionisti: Abbiamo alti standard per noi stessi, del tutto irrealistici da raggiungere. Così quando non riusciamo a portarli a termine, ci sentiamo inadeguati e in costante bisogno di scusarci per ogni piccola cosa non perfetta. 
  • È una cattiva abitudine: Proprio così: ci scusiamo e sentiamo gli altri scusarsi da così tanto tempo che ormai lo facciamo anche senza accorgercene. Quello che non sappiamo è che questa abitudine non solo ci penalizza nelle nostre interazioni, ma con il tempo può avere degli effetti negativi per la nostra autostima. 

 

Cosa fare dunque?

Il primo passo è acquisire maggiore consapevolezza del nostro modo di comunicare.

Iniziamo a notare quante volte al giorno ricorriamo all’hedging language.

Saremmo sorpresi di vedere quanto spesso abbiamo chiesto scusa senza neanche accorgercene. 

Per capire se quelle scuse erano necessarie o meno, un buon test può essere chiedersi: Come mi sentirei se l’altra persona rispondesse “Scuse accettate”? 

Se vi sentiste infastiditi probabilmente non eravate veramente dispiaciuti e non dovevate chiedere scusa.

Iniziate anche a controllare il modo in cui avete risposto a e-mail o messaggi.

Pensate che esiste addirittura un’estensione per Gmail dal nome Just Not Sorry che vi avverte ogni volta che utilizzate parole che indeboliscono il vostro messaggio. 

Infine, prestate attenzione anche al linguaggio degli altri e fate loro notare se stanno utilizzando questo tipo di frasi.

Con l’aiuto di tutti e tutte riusciremo sicuramente ad apparire come le persone determinate e sicure che ci sentiamo di essere.