Cosa è successo alle piccole realtà durante la pandemia?

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Sei piccole realtà che hanno saputo reinventarsi durante la pandemia.

Sappiamo tutti che questo anno ha portato a grandi riflessioni e a molte ore libere passate in casa, per questo noi, che sono grandi appassionate di brand emergenti e curiose di sapere come sono riuscite a galleggiare durante questo periodo le aziende, abbiamo avviato la nostra ricerca e il dialogo modalità “detective on”.

Come avrete capito le protagoniste sono le piccole e medie realtà italiane, le più danneggiate dal sistema tradizionale – che sono state costrette a creare nuovi modelli di business più sostenibili, abbinandoli ad una strategia social che pur richiedendo investimenti economici minori rispetto al marketing tradizionale necessita di una forte digitalizzazione e attitudine creativa.

Oggi vi raccontiamo le storie di capi, tessuti, donne, creatività e volontà di non rimanere ferme, con le mani in mano, decidendo di mettersi in gioco, con tutte se stesse anche e attraverso delle scelte etiche e sostenibili.

Bice

La storia di Beatrice Rossi, founder di Bice è molto romantica, in quanto reduce da un trasferimento in campagna. Appena scoppiata la pandemia decide di far sentire meno sola la mamma: così nasce una piccola impresa familiare tutta al femminile. La moda dei crochet è ormai un trend collettivo, ma qui si parla di accessori realizzati a mano con filati naturali (cotone e lana in base alla stagione) e molte volte anche personalizzati su richiesta. 

“Dare vita a Bice Filati oltre ad essere un modo per liberare la mia creatività e dare vita ad un progetto lavorativo a misura e tempo umana è anche un modo per sostenere un mercato fortunatamente in crescita: quello dei piccoli artigiani e brand sostenibili” – ci racconta Beatrice.

Aire Bags

Sulla falsa riga dei crochet ripercorriamo la storia di Valeria e del suo brand Aire bags, nato dal lavoro e dalla passione della sua founder, cresciuta tra le luccicanti spiagge dell’Oceano Atlantico, un luogo che, come ci spiega, ha rappresentato per lei l’ispirazione per dare forma ad un progetto:

“Aire, non solo contiene parte del mio nome letto al contrario ma in spagnolo significa aria, e alla Spagna sono molto legata. Ho passato la mia infanzia e adolescenza a Tenerife. I miei ricordi più belli sono lì e lì mi sentivo “libera come l’ariA”.” 

Dopo aver perso il lavoro a causa della pandemia Valeria decide di creare da zero qualcosa di concreto e tangibile, con le proprie mani, dando sfogo alla creatività e avvicinandosi prima al macramè e poi all’uncinetto. Aire è un brand ispirato alla natura dagli stessi materiali ai colori utilizzati, accessori e borse in crochet lavorate con due tipi di filati: lino e cotone pima. 

Toi handmade collection

E sulla traccia dei ricordi, Vittoria, Founder di Toihandmadecollection una costumista che da circa un anno ha aperto il suo brand dal nome “TOI” che nasce proprio dal ricordo di sua nonna che da bambina la chiamava così e che oggi è una casa di baschetti, fasce, nastrini ispirate al cinema hollywoodiano ma soprattutto i cerchietti dipinti a mano e i fiocchi ricamati anch’essi a mano con le iniziali, realizzate su commissione, con cotone organico e lino ma principalmente stoffe di recupero. I prodotti sono personalizzabili e sono tutti pezzi unici, la filosofia è sempre quella del risparmio sostenibile sia nei materiali che nelle quantità.

Aramù

E fra le donne che hanno deciso di mettersi in gioco, una delle ragazze che ho ritrovato percorrendo questo viaggio è Elisa Aramu che nel biellese è riuscita a riformulare un modo unico di competere all’interno di un mercato sostenibile. Infatti, l’azienda Aramù, fondata da Elisa, giovane e intraprendente imprenditrice, crea giacche e blazer su richiesta realizzati con tessuti di giacenza e in quantità limitata: ognuna delle sue giacche ha il nome di una città data dalla sua grande passione per i viaggi e dalla sua vita, vissuta tra Biella e Parigi. Aramù ha l’obiettivo di far riscoprire i valori dello slow fashion al di là di stagioni e trend stilistici.

THE MOIRè

A dicembre 2019 nasce THEMOIRè, un progetto che ha l’obiettivo di creare un brand realizzato con il focus del basso impatto ambientale e di una forte responsabilità etica ed ecologica. Deve il suo nome alle dee greche Moires, incarnazione del destino che si narra controllavano il filo madre della vita, per questo proprio come le Moires l’obiettivo del progetto è cucire i fili di un futuro più sostenibile. Tra i must have del brand troviamo: la borsa “Bios”, maxi clutch che prende il nome da “vita” in greco, morbida ed elegante con dettagli vintage e il trench, capo iconico reinterpretato in chiave super green realizzati con tessuti a base biologica tra cui: scarti di mele, fibra di cactus e bottiglie di plastica riciclate.

THEMOIRè è un brand moderno che vuole offrire un punto di vista positivo e propositivo, connesso all’ambiente e anche alle persone. Per questo è strettamente legato al mondo della moda, ma i campi di azione aumentano, si allargano all’arte, alla musica, alla fotografia, alla natura, ai viaggi. THEMOIRè è femminile, raffinato, riflessivo e narrativo, mira a raggiungere chi vuole indossare la cosa giusta.”

MANUBA

E poi c’è chi con la lavorazione della cera persa modella una storia d’amore, di creatività e di espressione della tipica artigianalità italiana: Manuba.

I gioielli vengono realizzati a mano attraverso l’antica tecnica orafa italiana della cera persa con un design emotivo che rappresenta personaggi di fantasia – non vengono prodotti in serie ma vengono realizzati su richiesta, simbolo dell’unicità del prodotto. Anche i foulard in seta sono realizzati in collaborazione con una seteria di Como che sposa la filosofia dello slow fashion e permette di produrre piccoli quantitativi curati nei minimi dettagli. Dietro tutto questo c’è Valentina Cardarelli, fondatrice della Manubafam che dopo un percorso formativo nella moda come Creative Strategist decide di dar vita concretamente ad un suo momento emozionale attraverso la preziosità di queste creazioni, in un momento così avverso, come quello attuale e di grande impatto sociale.

Queste sono le storie di queste donne protagoniste di sogni, che oggi sono diventate realtà.

Sicuramente ciò che abbiamo affrontato in questo ultimo anno non ci ha risollevato il portafoglio ma forse ci ha permesso di ricominciare a pensare, riflettere e dare forma (avendo più tempo libero) alle nostre passioni e desideri.

Ricominciare è sempre possibile, sembra una frase fatta ma in realtà, basta solo crederci e non arrendersi mai, anche se il buio predomina, anche se all’apparenza non vediamo una via d’uscita.

Basta crederci, così come hanno fatto loro.

Così come faremo anche noi.