Consigli pratici per migliorare il vostro stile di leadership

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Vi è mai capitato nella vostra carriera di vedere emergere figure non particolarmente preparate e di chiedervi il perché di tali promozioni? Se la risposta è sì, probabilmente avrete anche notato che queste promozioni sono spesso motivate da alcune soft skills in particolare: come la pacatezza, la confidenza e la dinamicità. 

La verità è questi aspetti contano e anche tanto perché contribuiscono a formare quell’ottimo stile di leadership che vi farà apparire competenti anche quando non lo siete. Mentre, al contrario, in loro assenza apparirete meno preparate di quanto siete in realtà. 

Se non fate parte delle poche fortunate nate con queste preziose soft skills, non disperate. Il lato positivo di tutto ciò è che c’è un modo per modificare il proprio stile di leadership e stiamo per rivelarvelo.

Partiamo dalle basi: gli indicatori sociali 

Il primo concetto da tenere chiaro in mente è che la personalità e lo stile di una persona sono due cose diverse. La prima è l’essenza di una persona e purtroppo, o per fortuna, non si può cambiare. Quello che si può modificare invece è lo stile, ovvero cosa una persona fa, quanto spesso e in quali occasioni. 

Trent’anni fa, il socio-linguista Howard Giles ha identificato una serie di comportamenti, che tutti noi utilizziamo per esprimerci ma anche per valutare gli altri, e li ha codificati in indicatori sociali. Questi indicatori vengono espressi attraverso il linguaggio, la comunicazione non verbale e il contesto di riferimento. In ogni caso, si tratta sempre di comportamenti che già conosciamo e che impariamo man mano che cresciamo e ci relazioniamo con persone più grandi o più autorevoli di noi. 

Una guida agli indicatori di Leadership 

Tra gli indicatori sociali ce ne sono alcuni in particolare che vengono usati più frequentemente nel contesto lavorativo e che, se utilizzati, ci aiutano a comunicare agli altri il nostro status (o l’assenza di esso). 

Questi segnali vengono divisi in due categorie: forza e affabilità. I primi caratterizzano uno stile di leadership più forte ed esprimono confidenza, competenza, carisma, capacità di influenzare ma anche arroganza e intimidazione: in questa categoria, per esempio, ricade chi interrompe le persone mentre parlano. I secondi, invece, caratterizzano uno stile più delicato ed esprimono disponibilità, facilità di approccio e simpatia ma spesso anche diffidenza, mancanza di fiducia in sé stessi e sottomissione: ricade in questa categoria chi, per esempio, tiene sempre la porta per gli altri. 

Chi naturalmente ha uno stile di leadership forte e deciso vedrà i colleghi che ricadono nella seconda categoria come più deboli che, a loro volta, vedranno i primi come maleducati. 

Chi ha ragione quindi? La risposta è: nessuna delle due categorie. La brava leader, infatti, sarà solo colei che saprà mixare sapientemente i diversi segnali a seconda dell’occasione e della persona che ha davanti. 

Cambiare il proprio stile è difficile, ma non impossibile. Per sembrare meno arroganti, vi basterà utilizzare anche altri segnali rispetto al probabile breve set di comportamenti “forti” al quali più spesso fate riferimento. Al contrario, per sembrare meno deboli, dovrete sforzarvi di abbandonare i comportamenti più accomodanti. 

La ricetta segreta per la leader di domani 

Ognuna di noi ha un set di indicatori predefinito a cui ricorre naturalmente quando si trova in situazioni sociali neutre o non molto chiare. Questo viene chiamato stile naturale e anch’esso si modifica in base alle situazioni che viviamo. 

La natura umana, di norma, reagisce in maniera abbastanza univoca: in situazioni in cui siete le più grandi o le più competenti vi ritroverete ad assumere comportamenti di superiorità o autorità invece, in situazioni in cui siete voi le più giovani o le meno preparate, vi dimostrerete più affabili e accomodanti. 

Detto questo, lo stile di leadership può essere diviso in 5 categorie che dovete immaginare lungo uno spettro: alla prima estremità troveremo lo stile totalmente forte, poi quello leggermente forte, quello mix, quello leggermente accomodante e quello totalmente accomodante. Come detto in precedenza, lo stile vincente è quello mix che riesce ad alternare tra i due poli opposti ma, soprattutto, che aiuta a comunicare ai presenti la vostra “presenza”. 

Per riuscire a modificare il vostro stile e raggiungere anche voi un perfetto mix, quello che dovete fare in primis è riuscire a scollegarvi dai vostri sentimenti. Non importa, infatti, se siete super nervose. Finché riuscirete ad adottare comportamenti decisi e sicuri, nessuno se ne accorgerà. Questo proprio perché la vostra “presenza” viene comunicata dalle vostre azioni e non dai vostri sentimenti. 

3 step per raggiungere uno stile di leadership misto 

      1. Conoscetevi meglio.
        La base per iniziare questo percorso è la conoscenza di voi stesse come persone e come potenziali leader. Dovete capire in quali delle 5 categorie ricade il vostro stile naturale di leadership. Per aiutarvi nell’analisi, provate a ricordarvi i commenti dei vostri superiori durante la vostra carriera. Vi hanno detto più volte che avreste dovuto parlare di più o che non ascoltate?
        Se dopo l’analisi, poi, sarete ancora insicure del vostro stile, vi consigliamo vivamente di iniziare a valutarvi in autonomia: tenete di fronte a voi la tabella dei segnali la prossima volta che vi trovate in situazioni in cui dovreste esercitare la vostra leadership e prendete segno di tutti i comportamenti che adottate durante queste interazioni.
        Pro tip: provate a riprendervi o registrarvi durante un meeting.
      2. Sperimentate con diversi comportamenti/segnali.
        Una volta compreso dove vi trovate lungo lo spettro della leadership, potrete permettevi di iniziare a sperimentare utilizzando diversi comportamenti. Per iniziare, potete partire dagli indicatori verbali e non-verbali indicati nella tabella. Sceglietene due e provate a usarli durante le prossime interazioni con i vostri colleghi. All’inizio vi sembrerà un po’ strano, ma piano piano vi abituerete e sarete in grado di modificare il vostro stile.
        Ciò che bisogna considerare prima di iniziare a sperimentare è come si vuole essere percepiti in determinate situazioni, solo così potrete scegliere quegli indicatori che rinforzano lo stile che volete comunicare. Quindi, per esempio, se vorrete apparire come consigliere di fiducia optate per indicatori dell’affabilità. Se, invece, vorrete apparire avversarie di tutto rispetto, optate per indicatori di forza (senza mai esagerare!).
        Via via che procederete con questo metodo, vi renderete conto che alcuni comportamenti saranno più facili da adottare e altri meno. E questo è del tutto normale. Non fate l’errore però di colpevolizzarvi perché vi sentirete non autentiche: ricordate che non state cambiando la vostra personalità, ma il vostro modo di comunicare, presentarvi e interagire a seconda delle circostanze. Tutto al fine di migliorare la vostra vita lavorativa o il vostro status all’interno dell’azienda
      3. Leggete tra le righe. 
        La domanda più frequentemente posta riguardo questo tipo di esercizio è come fare a capire quando optare per comportamenti forti o affabili. Purtroppo per questo aspetto non abbiamo una tabella da presentarvi. L’unica cosa che possiamo dirvi a riguardo è che sta a voi e alla vostra sensibilità e/o capacità di leggere le situazioni che si manifestano intorno a voi. In generale, anche se potete farvi qualche idea prima, la cosa migliore è aspettare di ricevere i segnali dell’altra persona per agire di conseguenza e, soprattutto, non imporsi mai delle regole fisse. Per esempio, se finora vi siete comportate sempre in modo affabile con i vostri superiori e in modo forte e deciso con i vostri subordinati, probabilmente avete commesso un errore. Questo perché comportarsi in maniera più autoritaria con le figure junior le disincentiva e, al contrario, le rende meno efficienti. Mentre, essere molto affabili con i propri superiori fa passare l’idea che non sarete mai alla loro altezza. Per risolvere questo problema basta, ancora una volta, mixare gli indicatori utilizzati e invertire la rotta. 

Lo stile di leadership misto è ancora più importante per donne e minoranze

Le ricerche dimostrano che, purtroppo, anche la leadership viene influenzata da bias cognitivi (anche inconsci) e discriminazione. Basta pensare che se chiedete a un pool di persone di disegnare un leader, la maggioranza sicuramente disegnerà un uomo. 

In particolare, è stato notato che più le donne si dimostrano proattive ed efficienti, più verranno percepite come sgradevoli. Mentre i leader appartenenti a minoranze o comunità LGBTQ hanno più probabilità di non essere riconosciuti quando operano diversamente dalla cultura aziendale perché “diversi”. 

Di certo non consigliamo a donne e minoranze di non arrabbiarsi, promuovere i propri successi o di assecondare tutto ciò che gli viene proposto. Piuttosto, consigliamo vivamente di scegliere in modo accurato quali segnali utilizzare per sviluppare uno stile di leadership misto e raggiungere i propri obiettivi. Perché, inutile mentire, finché la discriminazione esisterà, donne e minoranze dovranno sempre sforzarsi più degli uomini bianchi etero. 

Un esempio che può essere fonte d’ispirazione in merito è sicuramente l’ex giudice della corte suprema degli Stati Uniti D’America, Ruth Bader Ginsburg, conosciuta da tutti per utilizzare lo stile di leadership misto al fine di ottenere i suoi obiettivi. Al posto di pressare i più restii, infatti, Ruth sceglieva con cura le sue battaglie e usava segnali di affabilità quando più le servivano. Evitando così di diminuire le sue capacità di persuasione a causa di reazioni dettate dall’emotività. 

Quindi, in conclusione, ciò che consigliamo vivamente alle nostre lettrici è di non avere paura di interrompere, di evitare di fare troppe pause mentre si parla (per esempio iniziando a mormorare versi tipo “mmm”, “ehm”) e di usare parole più intense. Contestualmente dovrete mixare il tutto con la creazione di relazioni più empatiche, con l’utilizzo di espressioni felici e tante affermazioni quante domande.

Fonte: “How to develop your leadership style by Suzanne J. Peterson, Robin Abramson e R.K Stutman – Harvard Business Review Vol.98 Is.6”.