Chi è Cini Boeri

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e perché dovreste conoscerla

Sicuramente avrete sentito parlare di Cini Boeri: uno dei più grandi architetti degli ultimi decenni. Classe 1924, architetto, un grande estro creativo, ma soprattutto una tra le prime donne a laurearsi al Politecnico di Milano nel 1951, quando era già madre di Sandro. 

L’ascesa di una donna dal grande estro creativo

Dopo la laurea, Maria Cristina Mariani Dameno (vero nome di Cini Boeri), ha collaborato con Gio Ponti e Marco Zanuso, i quali, come lei stessa ha affermato più volte, sono stati fondamentali per la sua formazione. Nel 1963 decide di aprire il suo studio. Da quel momento il suo estro creativo non conosce più limiti, la sua produzione artistica è caratterizzata da un crescendo di opere che resteranno nella storia dell’architettura e del design

16 anni dopo vince il premio Compasso D’Oro per il divano Strips progettato per Arflex.

Tra le sue opere più conosciute, troviamo il Serpentone realizzato sempre per Arflex, un divano infinito, caratterizzato dalla possibilità di essere venduto a metro. Altro suo grande successo è stata la Poltrona Ghost: inizialmente, come lei stessa ha affermato, pensava fosse un’idea irrealizzabile, ma poichè è stata una donna che non si è mai fermata davanti all’impossibile, ha progettato e realizzato questa poltrona che ha poi avuto un successo straordinario. 

Nell’arco della sua carriera ha insegnato al Politecnico di Milano, ha tenuto lezioni e conferenze nelle più importanti università del mondo: al Collegio degli Architetti di Rio de Janeiro, a Barcellona, al Pacific Design Center di Los Angeles, al Nucleo del Deseno Industrial di San Paolo. 

Nel 2019 ha vinto un altro premio: l’Ambrogino D’oro per essere stata staffetta partigiana e aver contribuito alla resistenza italiana.

“Cini non soltanto ha partecipato attivamente alla Resistenza ma è stata tra quelle straordinarie donne che hanno contribuito alla ricostruzione e alla ripresa del nostro Paese e di Milano dopo le devastazioni e le tragedie provocate dal regime fascista. A Cini un affettuoso abbraccio da tutta l’Anpi.”

– Roberto Cenato, presidente milanese dell’Associazione nazionale partigiani.

È venuta a mancare il 9 settembre 2020, lasciando un vuoto nel mondo dell’architettura e dell’interior design. 

Strips Sofa, Artflex, 2021

I suoi progetti

Il suo primo progetto di architettura, insieme a Zanuso, è l’Asilo per madre nubili al Lorenteggio, mentre una delle sue opere più conosciute è la Casa Bunker, come venne definita all’epoca, a La Maddalena, dove ella era solita rifugiarsi per pensare, progettare e per fuggire dalle frenetica vita milanese: la casa poggia direttamente sulle scogliere del golfo dell’Abbatoggia. 

Cini, ha realizzato numerosi appartamenti, ville, case unifamiliari, negozi e uffici.

Alcune famose realizzazioni includono: 

  • La casa Rotonda
  • La villa su tre livelli 
  • La casa nel Bosco  
  • La casa detta La Sbandata
La casa Rotonda, La Maddalena

Ciò che caratterizza i suoi progetti è lo studio della natura: l’obiettivo di Cini è sempre stato quello di preservare il rapporto con l’ambiente che circonda le sue realizzazioni, in modo da non creare un distacco visivo ed estetico eccessivo, ma allo stesso tempo cerca di donare dinamicità e creatività ai suoi progetti. 

Inoltre Cini, donna dalle mille peculiarità, ha sempre cercato di comprendere a fondo le esigenze dei suoi clienti: i suoi principi cardine erano autonomia e libertà e ciò lo si può capire anche dalla Casa Bunker, dove ogni stanza ha un suo bagno privato. 

“Mi hanno sempre interessato le persone e i loro comportamenti. Sono una grande osservatrice, quando progetto mi piace entrare in sintonia con i committenti e comprendere le loro necessità e desideri per cercare di fornirgli la migliore soluzione possibile.” – Cini Boeri

Il messaggio che Cini ha voluto lasciare a noi donne è di provarci e riprovarci prendendo ad esempio le sue lotte per diventare una delle donne più famose in Italia e all’estero in un settore prevalentemente maschile.