Che cosa non è un NFT? Intervista a Chiara Gesualdo di Onstream Gallery

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Negli ultimi due anni, il mondo dell’arte ha subito alti e bassi, svelando debolezze e punti di forza e ponendo le basi per nuove strade d’innovazione tra cui gli NFT sono tra i principali protagonisti. Ormai se ne parla ovunque ed una cosa è chiara: sono qui per rimanere, che ci piaccia o no.

Women in Crypto è un progetto che vuole aprire le porte di questo mondo che sembra ancora dominato da personalità maschili a tutte le donne imprenditrici che vogliono scoprire nuovi modi di investire e innovare il proprio business.

Cos’è un NFT? Perché investire in Cryptoarte? Quali sono i rischi, le opportunità per un business che voglia usare questo tipo di tecnologia?

In questa serie di articoli daremo voce alle protagoniste della nuova era digitale: esperte di crypto, artiste NFT e imprenditrici nel mondo dell’arte ci parleranno della loro esperienza e ci spiegheranno come funziona questo nuovo mondo.

In questo primo articolo Chiara Gesualdo, Founder di Onstream Gallery che ci aiuterà a capire i concetti essenziali di NFT, blockchain e il loro utilizzo nel mondo dell’arte, mettendo le basi per i prossimi approfondimenti.

Chiara Gesualdo è docente del corso di Strumenti Digitali Nuove Tecnologie per l’Arte e la Cultura, presso la Fondazione Scuola Dei Beni e delle Attività Culturali del Ministero della Cultura. Nel 2020 ha fondato Onstream Gallery, galleria d’arte online per la nuova generazione di collezionisti.

Chiara, grazie di aver partecipato a questo progetto, puoi parlarci di Onstream Gallery? In cosa consiste il progetto e come è nata l’idea?

Onstream Gallery è un modello innovativo di galleria ibrida focalizzata sull’esplorazione e la promozione di artisti emergenti. È nata dal desiderio di democratizzare il collezionismo di arte emergente online e offline. Rimuovendo lo stigma della galleria tradizionale e attraverso l’edutainment, Onstream Gallery si rivolge alla nuova generazione di collezionisti d’arte.

Il nostro programma espositivo si concentra sulla curatela sotto forma di mostre online e mostre pop-up fisiche, e rappresentiamo una selezione diversificata di interessanti artisti emergenti. In particolare, ci piace concentrarci sull’elevazione di quegli artisti che sfruttano la tecnologia per creare nuovi dialoghi creativi. Abbiamo chiuso da poco Blending Boundaries di Juls Gabs, artista digitale con un approccio che spazia da dipinti tradizionali a quelli digitali, dalla Crypto Experience, agli Nft passando per la Realtà Aumentata e Social Media Art.

Il nostro pubblico è composto da giovani potenziali imprenditrici. Alcune di queste si stanno approcciando per la prima volta al mondo NFT ma anche a quello dell’arte, ci puoi spiegare in breve cos’è un NFT?

Partiamo dal dire cosa NON è un NFT: non è un’opera d’arte e non è un’opera d’arte digitale.

L’NFT è un tool e non la rappresentazione digitale di un’opera fisica.

Ovvero non è nient’altro che uno strumento che sfrutta la tecnologia Blockchain. Letteralmente significa Non Fungible Token ovvero una tecnologia che, nell’arte, viene utilizzata per certificare ed autenticare, opere d’arte digitali. Grazie al NFT queste opere digitali diventano uniche e non sono riproducibili. In questo modo gli NFTs hanno aperto le porte del mercato dell’arte all’arte digitale. 

Quindi, per chiarire di cosa stiamo parlando quando usiamo il termine NFT potremmo dire che un Non Fungible Token è una tipologia di token ovvero un “tassello” nel registro digitale che prende il nome di Blockchain, che invece che essere intercambiabile come lo sono le crypto currencies (come i Bitcoin e gli Ethereum), è non fungibile, quindi unico.

NFT: Non Fungible Token

spiegato da ARTSTED

Un NFT, non-fungible-token, è un dato unico e non intercambiabile conservato in un registro digitale (la blockchain) che può essere utilizzato come certificato di autenticità; un sistema che rende unici asset digitali facilmente riproducibili come immagini, video, file audio, arte digitale.

Sono creati attraverso algoritmi generati attraverso la blockchain che connette un preciso dataset alla serie di dati registrata precedentemente, creando quindi una catena di blocchi di dati, ciascuno con un suo codice identificativo.
Come una firma digitale questo processo detto “minting” assicura l’autenticità di ogni file.

In che modo il mercato NFT si differenzia dal mercato d’arte normale? Quali sono i vantaggi e le opportunità per chi vuole investire in arte digitale piuttosto che fisica?

Gli NFT ti permettono di avere:

  • Tracciabilità: l’NFT certifica che tu sei l’unico proprietario di quegli asset, attestando provenienza e ownership.
  • Autenticità: a differenza di un opera d’arte tradizionale, con le opere d’arte registrate come NFT non c’è bisogno del certificato di autentica perché tutto viene registrato sulla blockchain. L’NFT è esso stesso il certificato di autenticità.
  • Utilità: alcuni artisti tramite gli NFT offrono in cambio qualcosa in più: accesso a contenuti esclusivi, previews, VIP ticket.
  • Liquidità: Gli NFT possono essere rivenduti molto più semplicemente e molto più rapidamente di opere d’arte tradizionali senza la necessità di avere intermediari.
  • Trasparenza: è sicuramente un grandissimo vantaggio a favore di chi vuole collezionare NFT, le transazioni sono registrate, e di conseguenza sai perfettamente a quanto quel NFT è stato comprato, a quanto rivenduto da chi, etc. Questo è sicuramente un vantaggio rispetto al mercato tradizionale dove i prezzi sono ancora un tabù per molti.

Gli NFTs hanno rivoluzionato il modo in cui è possibile comprare arte, collezionarla e venderla quali opportunità ci sono per le istituzioni culturali dal punto di vista del fundraising attraverso gli NFTs?

Un esempio di come le istituzioni culturali possano sfruttare gli NFT è la mostra Eternalizing Art History. Questa è stata una mostra rivoluzionaria dove sono state esposte riproduzioni digitali di alcuni dei più grandi capolavori delle opere di maestri come Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Hayez, Raffaello e Modigliani. Partendo dalle foto in altissima risoluzione di alcuni dei più grandi capolavori italiani, hanno creato una riproduzione digitale dell’originale (DAW- Digital Art Work) e messe in vendita.

In questo caso, gli NFT hanno creato opportunità in termini di accessibilità, conservazione del bene e possibilità di generare nuovi introiti. Generare introiti è sicuramente stato fondamentale, soprattutto dopo un periodo in cui sono stati chiusi per due anni, e considerando che gran parte delle entrate dei musei arriva dalla vendita di biglietti ai visitatori). Direi che è un’ottima opportunità.

Quando si parla di NFT si pensa sempre ad arte contemporanea e digitale; quali sono le opportunità che la tecnologia Blockchain apre all’arte fisica?

Gli NFT sono uno strumento utile al fine di conservazione del bene. Pensiamo che tra qualche centinaio di anni queste opere non ci saranno più: grazie alla loro riproduzione digitale possiamo conservarle anche per le future generazioni.

Entra in gioco anche il tema dell’accessibilità. Nel caso di Eternalising Art history, per esempio le opere da digitalizzare sono state scelte sia per la loro importanza ma perché alcune di loro non possono lasciare la loro sede originaria perché si trovano già in condizioni molto fragili. Grazie agli NFT le opere possono viaggiare ed essere prestate ad altri musei così da poter rendere accessibile quell’opera ad un pubblico diverso. In altre parole, sfruttando gli NFT i musei possono continuare a svolgere la loro funzione primaria: quella di conservare la collezione e renderla accessibile ad un pubblico sempre più ampio.

Sei stata alla conferenza Non Fungible Conference a Lisbona: un evento internazionale dove i maggiori esponenti del mondo NFT si sono trovati (finalmente) dal vivo. È cambiato questo ambiente dalla fine della pandemia?

Durante la Non Fungible Conference ho avuto modo di vedere le facce di persone che fino a quel momento conoscevo solo tramite il loro account twitter, ed è stato paradossale vedere come le persone non avessero il loro nome e cognome sul badge ma il loro nickname. 

Ad ogni modo, credo che eventi come la NFC confermino la voglia e la necessità, anche nel mondo digitale post pandemia, di interagire e conoscersi dal vivo.

Il tuo ultimo progetto è una mostra sul metaverso. Che prospettive ci sono ora per la fruizione dell’arte attraverso il metaverso?

Io sto lavorando insieme ad un nuovo artista di OSG alla prossima mostra sul metaverso. Con lui stiamo cercando di realizzare un’esperienza che porti le persone proprio a chiedersi questo: quanta realtà c’è nel metaverso?

Personalmente mi sento di dire che il metaverso non è un’esperienza che vuole sostituire quella fisica. È un’esperienza diversa dove paradossalmente vi è del reale. Siamo noi con il nostro avatar che siamo li e interagiamo con gli altri, ma siamo noi. Se dovessi definirlo in due parole direi che il metaverso è un’espansione virtuale della nostra vita reale.

Per seguire il progetto di Chiara e scoprire tutte le novità lato NFT e arte, la trovate qui e qui.

Artsted.com è il marketplace d’arte contemporanea e digitale che collega una nuova generazione di collezionisti e artisti emergenti. Con un team giovane, internazionale e tutto al femminile, la mission di Artsted è di porre fine alle asimmetrie informative nel mercato dell’arte e attirare l’attenzione di una nuova generazione di collezionisti.