Abbiamo intervistato Elena Fabbrini di NEST Italy

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NEST in inglese significa “Nido”, ciascuno di noi crea e si circonda di nidi attorno a se.
Il concetto di Nido è la chiave del progetto di cui vi parliamo oggi. Dopo aver studiato e vissuto diversi anni all’estero, Maria Elena Fabbrini ha deciso di rientrare in Italia e creare il suo Nido: NEST Italy.

Retreats, Tavolata e NESTArt: sono solo alcuni dei progetti di cui si occupa Maria Elena con il suo team, dove l’amore per il design e la selezione del prodotto valorizzano il Made in Italy.

Maria Elena è la nostra Future Leader della settimana.

Come find your Nest in Italy.

Ciao Maria Elena, quanti anni hai, di dove sei e cosa hai studiato?

Ciao a tutti! Sono Maria Elena Fabbrini, ho 31, sono di Ferrara e ho studiato Business in Hotel & Restaurant Administration prima in Australia, e poi in Svizzera, a Marbella con Les Roches. 

L’anno scorso hai fondato e lanciato Nest Italia, di cosa si tratta?

Vivendo diversi anni all’estero, mi sono accorta che noi italiani non abbiamo nulla da invidiare agli altri paesi, parlando soprattutto di posti meravigliosi e di prodotti. Ma non siamo molto bravi a promuoverci. Ho quindi voluto creare NEST Italy, da li Nido, decidendo di promuovere il Made in Italy a 360 gradi, spaziando da arte, hospitality, food & beverage e e-commerce. L’idea è di diventare un punto di riferimento per l’Italia, soprattutto per i clienti internazionali.

Quando si pensa Italia, si pensa a NEST Italy.

NEST Italy, Tavolata (2021)

Perché il concetto di Nido? Che cosa significa per te?

Significa la possibilità di trovare il proprio Nido in Italia. 

Diciamo che con la possibilità di utilizzare NEST, qualsiasi cliente come una famiglia, una coppia, gente giovane o anziana, ha la possibilità di trovare il proprio nido, scoprendo dei prodotti d’eccellenza Made in Italy.

È stato  difficile convincere altri brand a credere nel tuo progetto? 

Non è stato difficile convincere i brand ad entrare. Ho viaggiato tutto l’anno scorso per cercare di convincere i brand ad entrare a farne parte.

Un po’ per originalità, un po’ per il design, un po’ per il periodo storico che stavamo vivendo, non è stato difficile creare delle sinergie. NEST è proprio questo: creare sinergia tra persone, brand ed esperienze per unirsi e promuovere il nostro paese.

NEST Italy, Sogni (2021)

C’è un problema di Hospitality in Italia?

In Italia sottovalutiamo il nostro paese. Noi italiani magari non faremmo una tavolata in un campo di grano in Sicilia, infatti molte richieste che ci arrivano arrivano dall’estero. Forse perché loro non riescono ad avere dei posti, delle realtà, e delle esperienze con la cucina italiana così buona e quindi riescono ad apprezzare più di noi quello che troviamo sotto casa.

Secondo te, qual è il futuro del settore hospitality?

Ma io credo che ci avvieremo sempre di più alla necessità di scoprire e vivere un turismo sempre più esperienziale. 

Sono contenta di aver creato NEST e credo che visto il momento storico, e le chiusure che abbiamo vissuto tutti, abbiamo bisogno di vivere delle esperienze nuove, compresi noi italiani, di valorizzare il nostro territorio e di unirci insieme per creare delle sinergie per farlo.

Per lavoro hai sempre viaggiato molto, c’è un posto che ti manca particolarmente e perché?

Grazie al mio lavoro e il mio percorso di studi ho sempre viaggiato moltissimo. Mi manca viaggiare, ma l’idea di NEST è di trasferire il Made in Italy anche all’estero e aprire diverse sedi, quindi ci trasferiremo sicuramente anche a Londra, New York e Los Angeles. Los Angeles è uno dei posti che mi manca di più proprio per il senso di libertà che mi ha sempre trasmesso.

Hai scelto di vivere in Italia, perché? 

Ho scelto di vivere in Italia perché penso che per presentare brand Made in Italy è necessario che io sia in Italia, soprattutto perché devo viaggiare costantemente per far conoscere il progetto e far entrare le varie aziende, hotel e brand nel nostro portfolio.

Non credo che sarei riuscita a creare un’azienda così internazionale se non fosse stato per la mia esperienza all’estero.

Che consigli daresti a chi vorrebbe viaggiare per lavoro o uscire dall’Italia per un’esperienza all’estero?

Assolutamente di buttarsi, di non avere paura, viaggiare da soli, che costa sempre dei sacrifici ma ne vale sicuramente la pena. 

Viaggiare, conoscere gente nuova, scoprire posti nuovi apre tantissimo la mente e penso che questo sia importantissimo anche per creare dei progetti interessanti a livello lavorativo.