5 Film da vedere quest’estate

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1. MIDSOMMAR di ARI ASTER

Sogno di una notte di mezza estate come diceva il nostro caro W.Shakespeare – Ah no! Il film di Ari Aster che voglio consigliarvi oggi si chiama Midsommar.

Molti di voi staranno cercando l’ultimo volo low- cost per passare l’estate in qualche posto caraibico o magari perché no, nel nord Europa? Cosa c’è di meglio della Svezia? Midsommar racconta la festa del solstizio d’estate che viene festeggiato dagli svedesi tra il diciotto e il ventisei Giugno.

Ari Aster ci farà incontrare Dani, la nostra (Florence Pugh) che, dopo essere stata colpita da una grave tragedia famigliare deciderà di partire con il suo fidanzato Christian ( I due sono al capolinea della loro relazione) per una vacanza con i suoi amici verso un paesino chiamato Harga dove si festeggierà appunto questo Midsommar.

Ari Aster ha passato mesi alla ricerca di miti e tradizioni scandinavi, visitando musei e antiche fattorie e studiando piante, dipinti e tecniche di tortura vichinghe. Cerca e ci riesca a percorrere nuove vie del horror – Le vicende di questo film si svolgono quasi interamente alla luce del sole.

Non tutte le vacanze all’estero vanno per il meglio; e questo film ne è la conferma. Ps: Scegliete con attenzione con chi passare le ferie!

2. CHIAMAMI COL TUO NOME di LUCA GUADAGNINO

Lo so, lo so, Call me by your name non ha vinto l’Oscar ma la storia d’amore tra Elio e Oliver si sarebbe dovuta accalappiare una statuetta tutta propria.

Sono di parte, Chiamami col tuo nome è un gran bel film! Cito me stessa negli ultimi tre anni.

Il film è tratto – ovviamente con qualche piccolo cambiamento dall’omonimo romanzo di Andre Aciman che io dico a tutti di aver letto e invece…

Con un sottofondo musicale tra Loredana Berté, Franco Battiato e i The Psychedelic Fur insieme veniamo trascinati tra la storia d’amore di Elio e Oliver ambientat tra il Lago di Garda e Crema ( città natale del regista Luca Guadagnino).

È estate, il 1983 e non ci sono i condizionatori nella grande villa Albergoni dove Elio incontrerà Oliver, assistente universitario di suo padre che si è trasferito in Italia per un breve periodo al fine di completare la sua tesi di dottorato.

In questa casa sono tutti molto colti, parlano diverse lingue e qualcuno qui ha anche preso 30 in filologia romanza.

Il ventiquattrenne dottorando in Lettere farà breccia nel cuore del nostro piccolo Elio ancora minorenne, trasportandoci per due ore in una storia d’amore di parole non dette.

Per chi fosse rimasto incantato dalla casa di Elio ed è interessato a Villa Albegoni la casa è in vendita alla modica cifra di 1.7 milioni di euro, due spicci ragà!

Luca Guadagnino è appassionato di moda e questo lo riusciamo a capire in questo film, lavora maniacalmente all’aspetto estetico dei personaggi dei suoi lungometraggi. La costumista è Gilulia Piersanti che si è lasciata ispirare dalle foto dei suoi genitori per creare il guardaroba dei Perlman. All’interno del film è stati quasi inevitabile inserire dei capi ‘’must’’ di quegli anni : le Polo Lacoste, i Rayban, gli shorts che indossava Oliver invece erano firmati Armani 100% cotone dalla linea semplice e sobria e per copiare al meglio il suo look di possiamo acquistare le sneakers di pelle di Golden Goose.

3. LO SQUALO di STEVEN SPILBERG

Gli anni passano e io continuo ancora ad indossare la T shirt del Lo Squalo – film diretto nel 1975 dall’allora giovane Spilberg.

Vincitore di tre premi Oscar e inserito in svariate classifiche tra le migliori pellicole di tutti i tempi, Nell’isola di Atomy una giovane turista viene brutalmente uccisa da uno squalo. Il capo della polizia Brody vorrebbe chiudere le spiagge, ma il sindaco, preoccupato per il panico che potrebbe scoraggiare il turismo proprio nei giorni che precedono il giorno dell’indipendenza, decide di mettere le cose a tacere.

Ne Lo Squalo, Spielberg ha risvegliato la paura primordiale con un tocco di genio. Scene girate in mare aperto piuttosto che nella classica piscina allestita o in un laghetto, facendo sì che proprio nel 1975, anno di uscita del film, ci sia stato un calo delle attività di villeggiatura. Tutto questo ha dato inizio alla carriera di uno straordinario regista che ha intimorito per anni i suoi telespettatori tra squali e dinosauri. Sono passati più di quarant’anni dall’uscita del Lo Squalo , ma questo pesciolone meccanico regala alta tensione ancora oggi.

4. IL TALENTO DI MR.RIPLEY di ANTHONY MINGHELLA

Ti piacerebbe fare un karaoke con Fiorello, Jude Law e Matt Demon? Questo è il film giusto per te.

Il talento di Mr. Ripley ha fatto la storia del cinema anche grazie ai meravigliosi luoghi in cui è stato girato. Basato sull’omonimo romanzo, questo film è uscito nel 1999, ed ha avuto diversi riconoscimenti, tanto da guadagnarsi ben cinque nomination agli Oscar.

Il protagonista indiscusso di questo thriller è Matt Damon, lanciato ai tempi da Will Hunting – Genio Ribelle, che impersona un impostore dalla faccia pulita e dal sorriso smagliante che cela però una personalità fragile. Nel cast figurano Jude Law, Gwyneth Paltrow, Cate Blanchett.

Le vicende del film – ambientato negli anni ’50 – ruotano attorno alla figura di Tom Ripley, giovane di modesta estrazione sociale che ad un party si finge uno studente dell’Università di Princeton. Conosce l’armatore Herbert Richard Greenleaf che, convinto che Ripley frequenti

davvero l’istituto, spedisce dietro compenso il giovane in Italia per fargli rintracciare suo figlio Dickie rampollo viziato che vive ormai da troppo tempo lontano da casa

5. SHIVA BABY di EMMA SELIGMAN

Più horror di Hereditary di Ari Aster, più sconvolgente di Psycho, più inquientante di Alien – Approda su Mubi Shiva Baby, film debutto di Emma Seligman, regista classe 95 alle prese con il suo primo lungometraggio.

Immagina di essere ad un funerale, immagina che tua madre ti dica che assomigli a Gwyneth Paltrow e immagina per un altro secondo di vedere il tuo sugar daddy, a due metri da te mentre parla con il tuo vero padre, l’attrice e comica online Rachel Sennott interpreta Danielle, studentessa senza meta e che fa soldi con quello che dice ai suoi genitori essere un normale lavoro di “babysitter”; un giorno si presenta con loro a una shiva (cioè l’osservanza ebraica di una veglia funebre) aspettandosi di sopportare solo le solite domande dei parenti sul perché è così magra, perché non ha un fidanzato e cosa è avrà a che fare con la sua vita.

In Shiva Baby si parla anche del sex work, argomento centrale del film, il lavoro di Danielle, quello della sugar baby, termine che designa una persona, di solito una giovane donna, che intrattiene relazioni sessuali con uomini più grandi in cambio di denaro. Allo Shiva, Danielle incontra per caso proprio uno dei suoi clienti, forse l’unico(???) Max, e durante tutta la cerimonia cerca in tutti i modi di flirtare con lui e attirare la sua attenzione. Questo film è un horror travestito da commedia brillante (lo sottolinea molto bene anche la colonna sonora di Ariel Marx

Nonostante la pandemia che ha ritardato la distribuzione, girato con soli 250,000 ed una crew tutta al femminile, Seligman e i suoi produttori sono riusciti a dar vita a Shiva baby, fortemente acclamato dal pubblico e dalla critica, il film appare curato in tutti i suoi dettagli, rimandando a molte ispirazioni dell’autrice come il cinema indipendente e Gia Coppola.